Il leader dell’opposizione Peter Dutton afferma che sarà sincero con gli elettori in riguardo ai siti dove la Coalizione tenterà di collocare i reattori nucleari quando, entro poche settimane, il partito annuncerà la sua linea politica in materia.

Parlando questa mattina a Channel Seven, Dutton ha confermato che il partito è “interessato" a sostituire le centrali a carbone in disuso con quelle nucleari, anche perché quei siti sono già dotati delle linee di trasmissione necessarie a distribuire l’energia prodotta.

“Se esiste una risorsa a carbone andata in pensione, allora esiste un generatore alimentato a carbone che ha già una rete di distribuzione esistente, i cavi e i tralicci sono già lì per distribuire l’energia attraverso la rete nelle case e nelle attività commerciali, e questo è ciò che ci interessa veramente”, ha detto Dutton, sottolineando il risparmio sulla spesa per nuove linee di trasmissione.

Tale premessa lascerebbe solo una gamma ristretta di possibili regioni adatte ad ospitare un reattore nucleare.

Le divisioni federali del Gippsland nel Victoria, Hunter nel New South Wales, Maranoa e Flynn nel Queensland e O’Connor nel South Australia sono le sole giurisdizioni dove esistono centrali a carbone destinate a chiudere nei prossimi due decenni.

Sono previste anche chiusure parziali a Callide (QLD), Loy Yang (VIC) e Vales Point (NSW).

Non avendo ancora finalizzato il suo piano in vista di un annuncio ufficiale, non è chiaro quali siano le opzioni considerate praticabili dalla Coalizione.

Inoltre, l’Australia ha ancora in vigore una moratoria sull’energia nucleare - cui fa da vistosa eccezione la centrale di Lucas Heights (Sydney) - per la cui revoca la Coalizione, anche se riuscisse ad affermarsi alle prossime politiche, dovrebbe ottenere l’approvazione del parlamento.

Un ulteriore ostacolo sarebbe rappresentato da una serie di requisiti tecnici e di sicurezza per l’installazione di qualsiasi reattore nucleare, come la stabilità geologica e una fonte d’acqua facilmente disponibile.

L’agenzia scientifica nazionale CSIRO ha stimato che l’energia nucleare proveniente da reattori modulari compatti, reattori di ultima generazione di facile installazione, sarebbe più costosa dell’alimentazione della rete tramite l’energia eolica e solare.

L’agenzia ha previsto nella sua bozza di rapporto GenCost che l’energia eolica e solare costerebbe in media 82 dollari per megawattora entro il 2030, mentre l’energia nucleare costerebbe in media 282 dollari entrolo stesso anno.

Dutton afferma che i reattori nucleari fornirebbero una fonte più affidabile di energia pulita dal momento che ne producono 24 ore su 24 a prescindere dalle condizioni ambientali - sole e vento- ed eviterebbero la necessità di posare migliaia di chilometri di nuove linee di trasmissione.

“Dobbiamo assicurarci di poter puntellare le energie rinnovabili presenti nel sistema. Sappiamo che tra le nazioni del G20, l’Australia è l’unica nazione che non possiede o che non ha accettato di adottare l’energia nucleare a livello nazionale.”

Il primo ministro Anthony Albanese ha detto di attendere con impazienza che la Coalizione annunci la sua politica sul nucleare.

“Non vedo l’ora che Dutton ci dica da dove arriveranno i finanziamenti per tali reattori, e se si aspetta che i contribuenti paghino per questo, perché sappiamo che la forma di energia più economica in Australia sono le rinnovabili”.