Il viaggio straordinario di Michael Riviera ha portato una melodia di speranza dall’entroterra calabrese alle vibranti strade di Sydney, Australia.

Giunto in terra australiana nel 1975 a soli quindici anni, proveniente da Rosarno, provincia di Reggio Calabria, Michael e la sua famiglia cercavano una nuova vita, un rifugio lontano dalle difficoltà che la Calabria presentava.

Con cinque sorelle e tre fratelli, un nucleo familiare di nove persone, attraversarono il mondo in aereo, vendendo tutto ciò che possedevano per abbracciare speranze e sogni di un futuro migliore. La sua transizione in Australia non fu priva di sfide.

Mentre imparava le basi della lingua attraverso lezioni speciali di inglese, Michael perseguiva il suo sogno di cantare e suonare: “In famiglia tutti sapevano bene che nella vita avrei voluto cantare quindi mio padre una sera, tornando da lavoro mi fece la bellissima sorpresa di comprarmi una chitarra, con i soldi guadagnati da uno dei primi stipendi. Questo mi ha dato una gran forza di perseguire i miei sogni”.

In Italia, aveva completato le scuole elementari e frequentato le scuole agrarie, ma in Australia, la giovane età gli impedì di perseguire questa strada.

La sua passione per la musica lo ha spinto a partecipare a diversi concorsi canori in italiano.

L’incoraggiamento di Franco Pace, scomparso l’anno scorso, fu fondamentale per la sua crescita musicale.

Grazie alla sua guida, Michael entrò nel panorama musicale di Sydney, esibendosi a feste e matrimoni.

Ha condiviso il palco con luminari della musica italiana come Toto Cutugno e Nicola Di Bari, contribuendo a consolidare la sua presenza nell’industria musicale australiana.

Il cammino verso il successo non è stato facile. Michael ha dovuto superare sfide significative, come esibirsi gratuitamente all’inizio della sua carriera.

Tuttavia, grazie al sostegno di figure come Pino Bosi e Mamma Lena, ha inciso singoli di successo come “Stammi Vicino”, che è diventato un punto fermo nelle trasmissioni radiofoniche italiane.

La sua realizzazione più grande, sostiene Michael, è vedere la gente divertirsi durante le sue esibizioni.

La sua musica non solo celebra il repertorio italiano, ma evoca ricordi giovanili, facendo sì che le persone si sentano giovani anche se il tempo passa.

“Oltre alla mia carriera musicale, dedico del tempo anche alla beneficenza, andando ad eventi in cui le persone anziane, in particolare quelle affette da demenza, trovano gioia nel ballare. Sono stato spesso allo Scalabrini e sapere di aiutare, nel mio piccolo, mi riempie di orgoglio”.

Per lui, la musica è terapeutica e vedere gli anziani ballare riempie il suo cuore di gioia.

Durante il giorno, Michael si dedica alle costruzioni, dimostrando che il suo talento musicale è solo uno degli aspetti della sua vita ricca e appagante in Australia.