BRISBANE – L'ex vicepremier del Queensland, Jackie Trad, ha accusato la Commissione statale contro il crimine e la corruzione (CCC) di avere agito illegalmente nei suoi confronti, dopo aver vinto la battaglia legale per mantenere il segreto sul rapporto dell’organismo sulle accuse che la riguardavano.

Trad, che è stata anche ministro del Tesoro nel governo Palaszczuk, ha intrapreso un'azione legale per impedire a CCC di pubblicare una relazione sulle sue indagini, avviate nel 2020, dopo che l’allora vicepremier era stata accusata di aver annullato la decisione di un comitato di selezione indipendente per garantire che il suo candidato preferito, Frankie Carroll, venisse nominato segretario generale del Tesoro nel 2019.

Martedì la Corte Suprema di Brisbane ha ordinato il rigetto del ricorso di Jackie Trad contro CCC, ma solo dopo che tutte le parti in causa avevano concordato sul fatto che la legge statale, nella sua formulazione attuale, non consente la pubblicazione del rapporto.

L’ex ministro Trad ha accolto con favore la decisione "chiara ed enfatica" della Corte e ha criticato l’operato della Commissione anticorruzione: "La condotta illegale di CCC ha avuto un impatto significativo sulla mia carriera politica e sulla mia famiglia negli ultimi tre anni. La mia vicenda pone seri interrogativi sul modo in cui la Commissione interpreta e gestisce le sue responsabilità, e il mio caso non è l’unico". Fu proprio l’annuncio da parte dell’avvio di un’indagine sulla nomina di Carroll a spingere Jackie Trad a presentare le sue dimissioni dal governo e dal Parlamento nel maggio 2020.

Il suo avvocato, Angus Scott, ha spiegato che tutte le parti si sono trovate d’accordo nel chiudere il caso dopo la pubblicazione, il mese scorso, di una sentenza dell’Alta Corte di Canberra relativa alle accuse contro l’ex funzionario pubblico Peter Carne, che ha creato un precedente giuridico vincolante. "CCC non ha il potere di rendere pubblico il suo rapporto, alla luce della decisione dell'Alta Corte nel caso Carne", ha dichiarato Scott.

La Commissione anticorruzione non ha voluto fare commenti in merito al procedimento conclusosi di fronte alla Corte Suprema. Il presidente dell’organismo Bruce Barbour subito dopo la sentenza dell’Alta Corte su Peter Carne aveva chiesto modifiche alle leggi statali, in modo di poter continuare a pubblicare rapporti sulle indagini d'interesse pubblico di CCC.