TEL AVIV - Non si ferma l’indignazione internazionale sollevata dal violento abbordaggio israeliano alla Global Sumud Flotilla.
E mentre la Francia ha deciso di interdire il ministro della sicurezza nazionale israeliano Ben Gvir dal proprio territorio, l’attenzione si sposta dal mare alla terra. In Libia, infatti, il braccio della missione denominato ‘Land Convoy’ è bloccato da una settimana alle porte di Sirte. “Nelle ultime quarantotto ore le nostre delegazioni sono state rifiutate dalle autorità della Libia dell’Est, chiudendo qualsiasi possibilità di dialogo con la Mezzaluna Rossa. 

Ci è stato indicato di lasciare gli aiuti senza garanzie e tornare indietro” denuncia Flotilla Italia sui suoi canali social. “Ci opponiamo con decisione a questa richiesta da parte delle autorità di Haftar e chiediamo garanzie che gli aiuti siano consegnati dalla Mezzaluna Rossa alla popolazione di Gaza”.

Che il convoglio di terra, partito nelle scorse settimane per raggiungere il valico di Rafah e consegnare aiuti in Palestina, sia “intenzionato a proseguire a tutti i costi” è stato messo in chiaro dagli attivisti della Flotilla anche a Bologna, dove sono tornati alcuni membri della spedizione, arrivati dalla Turchia dopo l’abbordaggio. 

Tornati, ancora una volta, a denunciare gli abusi e le violenze nel centro di detenzione di Ashdod, subite “davanti al ministro Ben-Gvir”. E proprio il comportamento del ministro della Sicurezza israeliano, ripreso a schernire i prigionieri della Flotilla inginocchiati con le mani legate dietro la schiena, ha provocato la dura reazione di Parigi. 

La Francia, come detto, ha vietato l’accesso a Ben-Gvir sul suo territorio, come scritto in una nota dal ministro degli Esteri, Jean-Noël Barrot.Nel video diffuso dalla stesso Ben Gvir, l’esponente dell’estrema destra israeliana deride gli attivisti: “Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare”, dice passando tra loro. “Sono venuti con molto orgoglio e guardate come sono ridotti ora. Non eroi, niente. Sostenitori del terrorismo”, afferma sventolando una bandiera israeliana. Quindi, rivolto ai militari con i volti coperti si complimenta: “Ottimo lavoro. È così che si fa”.

“Itamar Ben-Gvir da oggi è interdetto dall’accesso al territorio francese. Questa decisione fa seguito ai suoi comportamenti inqualificabili nei confronti di cittadini francesi ed europei passeggeri della flottiglia Global Sumud”, ha aggiunto il ministro Barrot, sostenendo comunque che il governo di cui fa parte “disapprova l’iniziativa” della Flotilla stessa.

Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, dopo la richiesta di imporre sanzioni Ue contro il ministro della Sicurezza nazionale di Tel Aviv, è tornato a parlare di Israele: “Noi cerchiamo di dare dei segnali anche a Israele affinché si renda conto che c’è un limite oltre il quale non si può andare. 

Siamo amici di Israele, non l’abbiamo mai negato, ma essere amici significa anche essere sinceri” ha sottolineato il vicepremier in collegamento con il Festival dell’Economia di Trento. Durante lo stesso evento, la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha colto l’occasione per ribadire l’impegno italiano nella costruzione di un’università italiana a Gaza: “Non vediamo l’ora” ha detto

Bernini, sottolineando che a fine agosto si recherà sul posto con il capo della Protezione Civile per individuare le aree d’intervento. “Proprio la settimana scorsa - ha aggiunto - abbiamo in Cdm dichiarato come è indispensabile fare lo stato d’emergenza e l’allocazione di fondi, sia sulla Palestina che sul Libano”.

Negli aeroporti italiani, intanto, proseguono i rientri degli attivisti della Flotilla, accolti da amici e parenti: altri sei, cinque italiani e un americano residente in Italia, sono arrivati a Fiumicino, e cinque al Marconi di Bologna.

Quando è arrivato il ministro della Sicurezza israeliano Ben-Gvir “ero in quel capannone” ha raccontato llaria Mancosu, attivista di Rivolta Pride. “Ogni volta che s’intonava un ‘Free Palestine’ partivano delle botte. Venivano a darti dei pugni, a schiacciarti la faccia per terra e a darti dei calci, davanti al ministro”.