BERGAMO - Si chiude definitivamente l’era Palladino. Dopo giorni di tira e molla, l’Atalanta ha deciso di esonerare il tecnico: non sono dunque bastati i dialoghi per trovare una risoluzione consensuale dell’accordo in scadenza nel 2027 (la Dea voleva evitare di avere tre allenatori a libro paga considerando anche Ivan Juric, anche lui in scadenza il prossimo anno ed esonerato lo scorso novembre).
Il comunicato diramato dalla società ha confermato la scelta del club: “Atalanta BC comunica che Raffaele Palladino è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra assieme ai suoi più stretti collaboratori, vale a dire Stefano Citterio, Federico Peluso, Fabio Corabi, Nicola Riva, Mattia Casella, Andrea Ramponi e Andrea Berti. Atalanta BC ringrazia Raffaele Palladino e il suo staff per l’impegno profuso, augurando loro il meglio per il futuro”.
Il capitolo con l’ex Fiorentina si chiude dopo appena sette mesi e la qualificazione ai prossimi preliminari di Conference League. Non è bastata la rimonta dal tredicesimo al settimo posto per convincere l’ad Luca Percassi a riconfermare Palladino.
Nei prossimi giorni potrebbe arrivare l’ufficialità di Maurizio Sarri - l’ex tecnico di Napoli, Juventus e Lazio firmerà un triennale a circa 3 milioni di euro a stagione -, poi si comincerà con la nuova era.
Bisognerà programmare il ritiro e le prossime amichevoli, ma soprattutto intervenire sul mercato: manca un regista per il nuovo 4-3-3 dopo dieci anni in cui i bergamaschi hanno applicato il 3-4-2-1. Fari puntati anche su Nicolò Savona del Nottingham Forest, ma tutto dipenderà dalla valutazione del club inglese.
Da valutare anche la permanenza di Gianluca Scamacca, nel mirino della Roma, e di Marco Palestra, in cima alla lista dei rinforzi dell’Inter, ma valutato circa 60 milioni di euro dalla dirigenza orobica.