WASHINGTON - Una nuova e pericolosa variabile scuote lo scenario del Medio Oriente, proprio mentre si tenta di stabilizzare una fragile cornice diplomatica. Un elicottero d’attacco Apache dell’esercito Usa è precipitato nelle scorse ore nell’area strategica dello Stretto di Hormuz.  

A fare chiarezza sulla dinamica è stato direttamente il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che tramite un post su Truth Social ha ammesso l’abbattimento del velivolo da parte di Teheran, promettendo al contempo una contromisura. “Sono stato appena informato dalle nostre grandi forze armate che la notte scorsa gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi elicotteri Apache mentre pattugliava lo Stretto di Hormuz. Sono stati coinvolti due piloti, entrambi sono al sicuro e illesi. Nondimeno, gli Stati Uniti devono, per necessità, rispondere a questo attacco”. 

Secondo quanto riferito da fonti ben informate alla Cnn, l’elicottero è stato colpito da un drone Shahed iraniano. Un elicottero Apache ha un costo che può arrivare a 65 milioni di dollari, laddove l’investimento medio per costruire uno Shahed è stimato sui 35 mila dollari. 

Il possibile abbattimento dell’Apache non rappresenterebbe un colpo isolato o fortunato da parte di Teheran. Dall’inizio della guerra, scoppiata il 28 febbraio, l’Iran è infatti riuscito a distruggere circa 30 droni MQ-9 Reaper statunitensi; nello stesso periodo sono andati perduti anche alcuni caccia alleati (principalmente a causa del fuoco amico), ma in parte anche per mano iraniana. Tuttavia, prima di questo incidente, nessun elicottero Apache era mai stato colpito, nonostante si tratti di un mezzo ampiamente impiegato nel conflitto. 

A chiarire la dinamica geografica dell’impatto sono stati i dettagli emersi sui media statunitensi. Secondo quanto riportato dal New York Times, l’Apache nel momento in cui è stato colpito “si stava avvicinando alle isole iraniane nello Stretto”. Il mezzo si trovava dunque a ridosso del territorio nazionale iraniano, in prossimità delle isole controllate da Teheran, l’area esatta in cui è poi precipitato.