MILANO - Niente volata, nemmeno in una tappa piatta, senza nemmeno un cavalcavia. La quindicesima frazione del Giro d’Italia 2026, la Voghera-Milano di 157 chilometri, è stata decisa dalla fuga partita dopo pochi chilometri: a trionfare è stato Fredrik Dversnes Lavik.
Il 29enne norvegese della Uno-X Mobility ha regolato i compagni di fuga in una volata a tre: secondo posto per Mirco Maestri (Team Polti-VisitMalta), terzo Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), che ha sfogato la propria frustrazione sul manubrio per una vittoria sfiorata per questione di centimetri.
Ma a far discutere non è stata soltanto la beffa subìta dai velocisti, ma la neutralizzazione ai -16.3 km anziché ai -5, una richiesta avanzata dal gruppo e accettata anche dalla Giuria. Ma la sensazione è che una scelta del genere porterà a parecchie polemiche.
La frazione odierna è stata segnata dalla fuga a quattro partita dopo pochi chilometri: Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Fredrik Dversnes Lavik (Uno-X Mobility), Mattia Bais e Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta) hanno dettato il ritmo in testa, ma non sono riusciti mai a guadagnare più di 2’30” sul gruppo maglia rosa.
I quattro battistrada che si sono divisi i punti e gli abbuoni del traguardo volante di Pavia e il chilometro Red Bull, con le squadre dei velocisti che hanno controllato a distanza. La differenza è stata fatta dal circuito finale di Milano: dopo un primo giro Jonas Vingegaard, a nome di tutto il gruppo, ha chiesto la neutralizzazione all’ultimo giro, dopo alcuni minuti è stata accolta la richiesta da parte dei corridori.
Inutile l’inseguimento finale, Magnier e Milan hanno speso anche gli ultimi uomini designati per la volata finale pur di ricucire lo strappo, ma è stato Lavik a piazzare la zampata vincente, con la sua prima vittoria in carriera al Giro.
Al termine della tappa la maglia rosa Jonas Vingegaard ha spiegato i motivi che hanno spinto il gruppo a chiedere la neutralizzazione anticipata: “Tutti pensavamo che il circuito fosse troppo pericoloso - ha dichiarato il campione danese della Visma ai microfoni di Rai Sport -, quando siamo entrati nel circuito ci siamo avvicinati all’auto del presidente di giuria per parlare di ciò. Dobbiamo essere contenti come corridori perché ci sono venuti incontro”.
“Abbiamo parlato all’interno del gruppo - riferendosi alla neutralizzazione avvenuta all’ultimo giro, ai -16.3 km dal traguardo -, se fossi stato l’unico ad avere questa sensazione, sarebbe stato diverso, ma tutti avevano la stessa visione delle cose. Ho sentito di avere una certa responsabilità sulle spalle, ci hanno ascoltato”.
Vingegaard, dunque, andrà all’ultimo giorno di riposo in testa alla classifica generale, con 2’26” di vantaggio su Afonso Eulalio.
Martedì si ripartirà con la Bellinzona-Carì di 113 km, una tappa corta tutta in territorio svizzero ma abbastanza impegnativa dal punto di vista altimetrico, con 3000 metri di dislivello e cinque GPM.
Questo l’ordine d’arrivo della quindicesima tappa del Giro d’Italia 2026, la Voghera-Milano di 157 chilometri:
1. Fredrik Dversnes Lavik NOR (Uno-X Mobility) in 3h03’18”
2. Mirco Maestri ITA (Polti-VisitMalta) s.t.
3. Martin Marcellusi ITA (Bardiani CSF) s.t.
4. Mattia Bais ITA a 5”
5. Paul Magnier FRA a 7”
6. Dylan Groenewegen NED s.t.
7. Tobias Lund Andresen DEN s.t.
8. Ethan Vernon GBR s.t.
9. Paul Penhoet FRA s.t.
10. Luca Mozzato ITA s.t.
CLASSIFICA GENERALE (MAGLIA ROSA)
1. Jonas Vingegaard DEN (Visma-Lease a Bike) in 59h12’56”
2. Afonso Eulalio POR (Bahrain-Victorious) a 2’26”
3. Felix Gall AUT (Decathlon CMA CGM) a 2’50”
4. Thymen Arensman NED a 3’03”
5. Jai Hindley AUS a 3’43”
6. Giulio Pellizzari ITA a 4’22”
7. Michael Storer AUS a 4’46”
8. Ben O’Connor AUS a 5’22”
9. Derek Gee CAN a 5’41”
10. Davide Piganzoli ITA a 6’13”