GAZA – Le Nazioni Unite ribadiscono che non esiste alcun luogo sicuro per i palestinesi costretti a lasciare Gaza City, mentre le aree indicate da Israele nel sud della Striscia vengono definite “luoghi di morte”. 

Il portavoce dell’Unicef, James Elder, parlando da Gaza e intervenendo a Ginevra con i giornalisti, ha dichiarato che “l’idea di una zona sicura nel sud è una farsa”. Elder ha denunciato che “le bombe vengono sganciate dal cielo con agghiacciante prevedibilità; le scuole, inizialmente designate come rifugi temporanei, vengono regolarmente rase al suolo, e le tende sono spesso avvolte dalle fiamme degli attacchi aerei”. 

Secondo l’agenzia palestinese Wafa, sarebbero almeno 28 i palestinesi uccisi dall’alba di oggi nei bombardamenti israeliani. Fonti mediche riferiscono che 14 corpi sono stati portati all’ospedale Battista, 10 al Nasser e altri 4 agli ospedali Al-Shifa e Al-Awda. 

Il corrispondente della Wafa segnala che tre persone sono rimaste uccise in un attacco a un veicolo ad al-Mawasi, nella zona di Khan Younis, nel sud della Striscia. Altre vittime si registrano nel quartiere di al-Sabra, a Gaza City, dove le forze israeliane hanno colpito un gruppo di civili in via Al-Maghrabi, e nell’area di Ansar, a ovest della città. 

Le squadre di soccorso hanno inoltre recuperato i corpi di due palestinesi sotto le macerie della scuola di Al-Falah, nel quartiere di al-Zaytoun, colpita cinque giorni fa. Durante le operazioni, i soccorritori sarebbero stati presi di mira dalle forze israeliane. 

Nella parte orientale di Gaza City, nei pressi di Omar Al-Mukhtar Street, numerosi civili – per lo più bambini – sono rimasti feriti, alcuni in modo grave, a seguito di nuovi attacchi aerei.