LONDRA - Una studentessa di 14 anni è stata arrestata martedì mattina a Manchester con l’accusa di aggressione grave (ai sensi della “Section 18” del codice penale britannico) dopo aver ferito a coltellate tre persone all’interno della Co-op Academy, una scuola secondaria situata in Plant Hill Road, nel sobborgo di Blackley.
L’allarme è scattato quando gli agenti della Greater Manchester Police sono stati allertati per un attacco all’interno dell’istituto. Le vittime dell’aggressione sono una studentessa di 14 anni, un compagno di scuola suo coetaneo e un membro dello staff maschile di 27 anni. I media britannici avevano inizialmente accennato al coinvolgimento di bambini più piccoli (tra cui una bambina di 11 anni ferita alla spalla e poi dimessa), ma il bilancio definitivo della polizia ha confermato il ferimento dei due quattordicenni e del giovane impiegato della scuola. Tutti e tre sono stati trasportati in ospedale: le loro condizioni non sono gravi e sono stati dichiarati in uno stato stabile.
Subito dopo l’aggressione, la scuola ha attivato le procedure di emergenza interna ponendosi in stato di lockdown per garantire la sicurezza degli alunni. Un portavoce del Co-op Academies Trust ha dichiarato che i membri del personale scolastico hanno “agito coraggiosamente” per immobilizzare e trattenere la studentessa prima ancora dell’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine, che l’hanno poi presa in custodia per interrogarla.
La polizia, rimasta a lungo sul posto con i servizi di emergenza per supportare l’istituto, ha subito escluso la presenza di complici, precisando di non cercare nessun altro in relazione all’accaduto. In una nota ufficiale diffusa nelle prime ore, le forze dell’ordine avevano rassicurato le famiglie: “Al momento si ritiene che non vi sia alcuna minaccia per gli alunni e il personale scolastico”. Concetto poi ribadito in un secondo comunicato: “I servizi di emergenza sono ancora sul posto e stiamo sostenendo la scuola. Non si ritiene che vi sia una minaccia più ampia per gli alunni e il personale della scuola”.
L’ispettore capo Jon Shilvock ha commentato l’accaduto esprimendo vicinanza alla comunità scolastica e lodando la reazione del personale: “Comprendiamo che questo incidente avrà causato preoccupazione negli alunni, nello staff e nella comunità scolastica allargata. L’incidente è stato affrontato in modo rapido e veloce dal personale prima che gli agenti intervenissero per arrestare la ragazza. Si ritiene che non vi sia alcuna minaccia più ampia in questo momento e ringraziamo tutti per il supporto mentre i servizi di emergenza si occupavano di questo. Gli agenti rimarranno alla scuola e all’interno dell’area per fornire una presenza visibile e rassicurare la comunità”.
Le indagini sull’esatta dinamica del caso sono ancora in corso, ma l’episodio si inserisce in un contesto di crescente e profondo allarme sociale per la violenza giovanile legata all’uso dei coltelli nel Regno Unito.
Il problema delle armi bianche tra i minori rimane una piaga aperta e di difficile soluzione per il Paese, nonostante il governo laburista guidato dal primo ministro Keir Starmer abbia varato, anche di recente, severe misure restrittive per contrastare il fenomeno, vietando e limitando fortemente la vendita di coltelli anche sulle piattaforme online.
L’attacco di Manchester evoca purtroppo altri recenti e drammatici precedenti all’interno delle mura scolastiche britanniche: lo scorso febbraio, infatti, un ragazzino di soli 13 anni era stato arrestato e rinviato a giudizio a Londra dopo aver accoltellato due suoi coetanei all’interno di una scuola della capitale.