ROMA – Aran e sindacati hanno raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali della pubblica amministrazione. 

L’intesa riguarda il triennio 2025-2027 e interessa quasi 200mila lavoratrici e lavoratori. L’aumento medio a regime sarà di 160 euro al mese, e gli incrementi saranno riconosciuti in tre tranche: la prima dal primo gennaio 2025, la seconda dal primo gennaio 2026 e la terza dal primo gennaio 2027. 

A firmare la preintesa è stata anche la Fp-Cgil, che non aveva sottoscritto il rinnovo della tornata precedente. “Abbiamo lottato per importanti innovazioni, sottoscriviamo la preintesa”, afferma il sindacato, rivendicando l’introduzione di un meccanismo di verifica per prevenire aumenti inflattivi non previsti e tutelare i salari. 

Tra le novità indicate c’è il diritto alle ferie uguale per neoassunti e lavoratori con maggiore anzianità, una modifica che il sindacato definisce attesa da trent’anni. 

Soddisfatto anche il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. “Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, un contratto del comparto Funzioni centrali viene firmato dentro il triennio di competenza”, dichiara. 

Il ministro sottolinea che il rinnovo garantisce aumenti medi del 5,4%. “Restituire potere d’acquisto ai dipendenti pubblici e farlo in tempi certi non è solo una questione economica: è un atto di rispetto verso chi ogni giorno lavora per i cittadini e per lo Stato. Questo contratto dice che il lavoro pubblico ha valore”.