ROMA – La Commissione di garanzia sugli scioperi ha giudicato “illegittimo” lo sciopero generale proclamato per domani, 3 ottobre, da Cgil e Unione Sindacati di Base (Usb), per violazione dell’obbligo di preavviso previsto dalla legge 146/90.  

Nel provvedimento, il Garante ha definito “inconferente”, ossia privo di connessione, il richiamo dei sindacati all’art. 2, comma 7, che consente scioperi senza preavviso solo “nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori”. 

La premier Giorgia Meloni, intervenuta da Copenaghen, ha criticato la scelta dei sindacati: “Mi sarei aspettata che almeno su una questione così importante come Gaza non avessero indetto uno sciopero generale di venerdì. Il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme”. 

Maurizio Landini, segretario generale della Cgil ha immediatamente replicato affermando che “la presidente del Consiglio dovrebbe portare rispetto a chi paga le tasse e a chi lavora. Lo sciopero è uno strumento di democrazia, usato quando sono in gioco diritti costituzionali e valori fondamentali”.  

Landini ha confermato la protesta, precisando che la Cgil impugnerà la delibera della Commissione di garanzia. “Nel 1943, per dire no alla guerra, furono i lavoratori a usare lo strumento dello sciopero per ristabilire pace e democrazia. Le piazze si stanno riempiendo di persone normali perché vedono ciò che accade a Gaza e scatta un meccanismo di umanità e fratellanza”, ha aggiunto. 

Anche l’USB, reduce della grande mobilitazione del 22 settembre, non si adegua al giudizio del Garante, e anzi chiama “ogni lavoratore e lavoratrice, ogni cittadino e cittadina, ogni organizzazione democratica e solidale a bloccare tutto: produzione, logistica, trasporti, scuola, servizi, in segno di protesta contro il crimine di guerra commesso da Israele e contro la complicità dei governi occidentali, Italia compresa, che continuano a fornire armi e sostegno politico al regime sionista”.  

Allo sciopero aderisce anche la Fiom e l’Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai, che invita a partecipare garantendo però la copertura informativa prevista dai servizi essenziali del Servizio pubblico.