BRUXELLES - La Commissione Europea ha presentato il 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Un giro di vite motivato dall’efficacia delle misure già in vigore, come rivendicato a Bruxelles dalla presidente Ursula von der Leyen: “La nostra coerenza nell’applicazione dei pacchetti di sanzioni sta dando risultati”. Sottolineando, inoltre, che in Russia l’inflazione sfiora il 6%, i tassi di interesse sono balzati al 14,5%, “due terzi delle attività liquide del suo fondo sovrano sono scomparse” e le entrate energetiche di Mosca sono diminuite di circa il 40% all’inizio del 2026.
Tuttavia, lo scenario geopolitico globale ha imposto un nuovo intervento. “Il conflitto in Medio Oriente e le interruzioni delle catene di approvvigionamento energetico globali hanno allentato in parte la pressione sulla Russia. L’obiettivo del nostro pacchetto non potrebbe essere più chiaro: vogliamo mantenere la piena intensità delle nostre sanzioni. E il modo per farlo è garantire che i profitti della Russia derivanti dalla vendita di petrolio rimangano contenuti”, ha dichiarato la presidente.
Il primo asse del provvedimento interviene sulla difesa del tetto al prezzo del greggio, minacciato dai rincari innescati dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. “Il nostro tetto massimo al prezzo del petrolio ha un meccanismo di adeguamento integrato per seguire l’andamento del mercato. Non è stato concepito per shock di mercato come quello causato dalla chiusura dello Stretto. Pertanto, proponiamo di sospendere semplicemente l’adeguamento fino a gennaio del prossimo anno”, ha specificato von der Leyen.
Il prezzo viene così congelato a 44,1 dollari al barile fino a gennaio 2027, bloccando la revisione al rialzo che sarebbe scattata automaticamente. Per contrastare l’elusione delle misure, la Commissione propone di aggiungere altre 30 navi alla lista nera della “flotta ombra” (che si sommano alle 632 già sanzionate), colpendone per la prima volta anche l’indotto, ovvero le imbarcazioni che forniscono servizi di bunkeraggio e assistenza. Il pacchetto colpisce inoltre porti, aeroporti e raffinerie coinvolti nel trattamento del greggio russo e limita la vendita di navi metaniere (per il Gnl) a Mosca, replicando quanto già fatto per le petroliere.
Sul fronte dei servizi finanziari, l’Ue estende il divieto di transazione ad altre 31 banche russe e a 20 entità di Paesi terzi (tra banche, società, piattaforme di criptovalute e operatori petroliferi) che hanno aiutato Mosca a eludere i controlli. La vera novità è l’introduzione di un divieto totale per i servizi in criptovalute erogati da Paesi terzi, definito da von der Leyen come “un forte deterrente per i Paesi che ospitano piattaforme che aiutano la Russia a eludere le nostre sanzioni”.
Il terzo pilastro riguarda il commercio e l’industria militare. Vengono introdotte restrizioni all’esportazione di metalli e leghe per i settori aerospaziale e della difesa, insieme a un blocco sui droni che include attrezzature di supporto a terra, sistemi di disturbo e di lancio. Il pacchetto prevede anche nuovi divieti di importazione per un valore di 60 milioni di euro su componenti auto, metalli e minerali metallici, al fine di consolidare la diversificazione strategica dell’Europa. Dalla lista dei materiali vietati resta invece esclusa l’allumina, materia prima fondamentale per l’alluminio impiegata sia nell’automotive che nell’industria bellica.
Per la prima volta l’Ue colpisce “uno degli ultimi grandi settori non ancora sanzionati”: la pesca. Il piano prevede restrizioni sostanziali e il divieto totale di importazione per alcuni prodotti ittici, tra cui il merluzzo. Parallelamente, verranno allineate le restrizioni commerciali con la Bielorussia per impedire che Minsk continui a fungere da porta d’accesso alternativa per le merci russe.
Un’altra misura inedita e dal forte valore politico è il divieto di ingresso sul suolo unionale per chiunque abbia prestato servizio nelle Forze armate russe dall’inizio del conflitto. “Proponiamo per la prima volta di vietare l’ingresso nell’Unione Europea a chiunque abbia prestato servizio nelle forze armate russe dall’inizio della guerra. Quindi l’Europa rimane off-limits per chiunque abbia partecipato all’invasione dell’Ucraina. È molto semplice”, ha annunciato von der Leyen.
In parallelo alle sanzioni, Bruxelles accelera sul sostegno economico e sul percorso di integrazione dell’Ucraina. Von der Leyen ha confermato l’erogazione di quasi 3 miliardi di euro dal fondo destinato a Kiev e l’imminente sblocco, entro il mese, della prima tranche del maxiprestito da 90 miliardi di euro. Entro fine mese l’Ucraina riceverà complessivamente 6 miliardi di euro per i droni e oltre 3 miliardi di assistenza macrofinanziaria.
Un’accelerazione che si riflette anche sul piano politico: “Nei prossimi giorni apriremo il primo cluster con l’Ucraina e la Moldova. Questo, in sostanza, apre le porte alla fase successiva del processo di adesione: l’avvio formale dei negoziati. E non c’è bisogno che vi dica che la Commissione è pienamente pronta a sostenere l’Ucraina nel suo cammino verso l’Unione Europea”, ha concluso la presidente.