SYDNEY - Il consenso per Pauline Hanson continua a crescere e, secondo un nuovo sondaggio pubblicato oggi, la leader di One Nation ha superato Sussan Ley come prima scelta degli australiani per la carica di primo ministro.

I dati rappresentano un ulteriore colpo per la leadership già fragile di Ley, arrivando a pochi giorni dalla seconda frattura interna della Coalizione in meno di un anno.

Il sondaggio DemosAU, condotto su un campione di 1.933 elettori tra il 13 e il 21 gennaio, mostra One Nation al 24 per cento del voto primario. Il Partito laburista rimane al comando con il 30 per cento, mentre la Coalizione scende al 21 per cento e i Verdi si attestano al 13 per cento. L’indagine è stata completata prima dell’ultima spaccatura formale all’interno della Coalizione, elemento che potrebbe pesare ulteriormente sui prossimi rilevamenti.

Rispetto al precedente sondaggio di inizio gennaio, sia il Partito laburista che One Nation hanno guadagnato un punto percentuale, mentre la Coalizione ha perso due punti. Ancora più pesante il dato sulla preferenza per il primo ministro: il 26 per cento degli intervistati indica Hanson come scelta preferita, contro il 16 per cento che sostiene Ley. Anthony Albanese resta nettamente davanti a entrambe, con il 36 per cento delle preferenze.

Secondo il responsabile della ricerca di DemosAU, George Hasanakos, se questi risultati si riflettessero in un’elezione federale il Partito laburista vincerebbe senza difficoltà. Con una frammentazione crescente a destra, One Nation diventerebbe probabilmente la principale forza di opposizione. “Queste proiezioni mostrano il predominio del Labor”, ha spiegato, sottolineando che con un voto primario del 30 per cento l’ALP sarebbe avviato verso una maggioranza simile a quella attuale. Allo stesso tempo, One Nation emergerebbe come secondo partito sottraendo seggi soprattutto alla Coalizione.

Il sondaggio alimenta i dubbi sulla tenuta della leadership di Ley. All’interno del Partito liberale cresce la speculazione su un possibile spill a breve termine, con diversi parlamentari pronti a muoversi. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza figurano Andrew Hastie e Angus Taylor, entrambi espressione della corrente di destra del partito.

Il quadro che emerge conferma una fase di profonda riorganizzazione della politica australiana, con un elettorato conservatore sempre più diviso e un governo laburista che, almeno per ora, trae vantaggio da questa frammentazione.