Rallentare, osservare, immergersi nella natura e nel silenzio: sembra questo il filo conduttore dei viaggi di lusso del 2026. Sempre più viaggiatori facoltosi, che hanno già esplorato le mete più iconiche del pianeta, cercano esperienze lente, intime, quasi rituali. Non si tratta più solo di visitare città o spiagge famose: si tratta di vivere ogni istante con consapevolezza, di ritrovare un ritmo umano che la vita quotidiana spesso cancella. Prendere un treno lento, disegnare un paesaggio, compilare un diario di viaggio o semplicemente osservare il mondo con occhi nuovi: queste sono le nuove frontiere del turismo d’élite.
Tra le attività più emblematiche di questo trend, la pesca a mosca emerge come simbolo di lentezza e meditazione. Non è solo uno sport, ma un vero rituale, dove ogni lancio della lenza diventa un esercizio di concentrazione e armonia con l’acqua e la natura circostante. Allo stesso modo, alzare lo sguardo verso il cielo notturno ancora velato di oscurità, tuffarsi in acque cristalline, camminare tra foreste e montagne incontaminate, ascoltare il suono delle campane o partecipare a rituali antichi, sono esperienze che permettono di riscoprire un senso di meraviglia ormai raro.
Per quest’anno le Dolomiti italiane si confermano come la destinazione privilegiata, un’alternativa al Mediterraneo, spesso troppo affollato e caldo d’estate. Tra i paesaggi ancora poco battuti, l’Abruzzo si segnala come una nuova frontiera, un territorio autentico, dove i viaggiatori possono incontrare una natura quasi vergine e partecipare a esperienze di cucina tradizionale, raccolta di spezie e prodotti locali.
Questi trend emergono dai report del Global Wellness Institute statunitense e dalle ultime edizioni del Festival del Turismo di Lusso di Cannes, dedicato ai viaggiatori che hanno già visto tutto. Il filo conduttore? Esperienze che uniscono lusso, esclusività e un ritmo lento, dove ogni attività diventa un momento di introspezione e contemplazione.
Secondo Tom Marchant, cofondatore del tour operator inglese di lusso su misura Black Tomato, “i viaggiatori più esperti scelgono cieli notturni incontaminati e antichi, con tour guidati da telescopi professionali e sessioni private di osservazione astronomica. Tra le mete più richieste ci sono il deserto di Atacama in Cile, dove l’altitudine e l’aria pura rivelano la Via Lattea con una nitidezza straordinaria, la riserva NamibRand in Namibia, l’area dell’Aoraki Mackenzie in Nuova Zelanda e l’isola di La Palma in Spagna”.
Ma anche i viaggi terrestri seguono il ritmo del lento: come sul Blue Train, uno dei treni di lusso più iconici dell’Africa, dove si attraversa il Sudafrica sfogliando un album da disegno, annotando incontri con la fauna selvatica o dedicandosi a un diario naturalista. Alcuni scelgono la pesca a mosca come rito catartico, mentre altri partecipano a cene sotto le stelle, discese in slittino sulle dune del deserto o passeggiate con i cacciatori di aquile sulle montagne del Kazakistan.
Le destinazioni emergenti del 2026 abbracciano tutto il globo. In Asia, città vibranti come Ho Chi Minh City, Mumbai e Manila attraggono chi cerca un mix di storia, cultura e cucina locale, mentre in America meridionale, Bogotà e la Bolivia offrono paesaggi naturali mozzafiato e cultura indigena. In Europa, Lione, Lucerna, Madrid e Hokkaido in Giappone si confermano mete ambite, con esperienze che uniscono natura, storia e arte. I viaggiatori più curiosi cercano anche mete storiche e culturali meno conosciute: la capitale medievale Riga, patrimonio UNESCO, o i pellegrinaggi in Cornovaglia e nelle campagne della Catalogna, luoghi dove camminare significa immergersi in secoli di storia e tradizione.
Per chi ama la spiritualità, la Deer Valley, Utah, offre un’esperienza quasi sacra, mentre le acque cristalline delle Filippine sono perfette per lo snorkeling esclusivo. Miami resta la meta urbana per eccellenza, mentre il fiume Brahmaputra in India rappresenta una nuova frontiera di lusso. Il Kenya, con i suoi safari e la fauna unica, rimane un classico intramontabile.
Non solo mete, ma anche esperienze uniche: le Dolomiti offrono trekking panoramici, passeggiate tra pascoli e boschi, mentre l’Abruzzo regala tour di raccolta delle spezie e sessioni di cucina con prodotti locali. Slovenia, Norvegia, Germania, Austria e Svizzera diventano destinazioni di lusso per chi cerca frescura e paesaggi incontaminati, dai laghi alpini ai fiordi norvegesi. I bagni nei porti della Danimarca, i cenote messicani, le terme geotermiche islandesi e i laghi scozzesi completano un quadro di esperienze che uniscono natura, cultura e benessere.
Fulvio De Bonis, presidente e cofondatore di Imago Artis Travel, sottolinea: “Le Dolomiti sono in grande ascesa. Roma mantiene un picco di interesse costante, anche dopo la chiusura del Giubileo. L’Abruzzo si distingue per la sua autenticità: terre vergini, prodotti genuini, esperienze di raccolta e cucina che permettono di entrare in contatto con la vita rurale e i suoi ritmi naturali.”
Infine, i viaggi di lusso del 2026 includono i cosiddetti ‘santuari sonori’: dalla chiamata alla preghiera all’alba a Istanbul, ai canti dei monaci in Bhutan, dalle elemosine silenziose in Laos ai trekking notturni nella fitta giungla del Borneo, dove l’oceano si percepisce prima ancora di essere visto. Le escursioni tra templi e chiese, tra campane e benedizioni, completano un’esperienza sensoriale che unisce corpo, mente e spirito. In sintesi, il lusso contemporaneo non è più solo comfort o ostentazione: è lentezza, contemplazione, immersione nella natura e nella cultura, esperienze autentiche e memorabili. È la possibilità di ritrovare il ritmo umano, di sorprendersi, di vivere ogni istante con attenzione e meraviglia. I viaggi del 2026 non sono destinazioni da spuntare in una lista, ma percorsi da assaporare, come pagine di un diario scritto con il cuore e i sensi.