SYDNEY – Il gruppo Nine ha raggiunto un accordo per vendere la propria rete nazionale di radio talkback a Arthur Laundy e alla sua famiglia, in un’operazione da 56 milioni di dollari che segna un cambio di passo nella strategia del gruppo.
L’annuncio è stato comunicato al mercato questa mattina, insieme ad altre mosse societarie che puntano a ridisegnare il perimetro delle attività di Nine.
L’intesa riguarda alcune delle emittenti più influenti del paese: 2GB Sydney, 3AW Melbourne, 4BC Brisbane, 6PR Perth e 2UE Adelaide. Passeranno sotto nuova gestione anche Magic1278 e 4BH, altri asset radiofonici commerciali del gruppo. Nine aveva confermato già a settembre di aver ricevuto “diverse manifestazioni di interesse non sollecitate” per il proprio business radio e ora ha accettato l’offerta del miliardario imprenditore del settore alberghiero.
Laundy, oltre ottant’anni, è uno dei nomi storici del mondo dei pub in Australia. Nel 2025 era al numero 94 della rich list dell’Australian Financial Review, con un patrimonio stimato di 1,75 miliardi di dollari. Assunse il controllo dell’azienda di famiglia dopo la morte del padre e di tre dipendenti in un incidente aereo nel 1969, avvenuto nei pressi della Burrendong Dam, vicino Wellington.
Le stazioni talkback erano sotto il controllo di Nine dal 2019, quando il gruppo acquisì la piena proprietà di Macquarie Media. Una quota iniziale era già arrivata con la fusione tra Nine e Fairfax Media. Ora, secondo l’azienda, il nuovo proprietario potrebbe sfruttare sinergie con le altre piattaforme del gruppo: utilizzare giornalisti di Nine News in radio, valorizzare Stan Sport all’interno dei locali di Laundy e aumentare la spesa pubblicitaria sulle proprietà Nine. La vendita dovrebbe essere finalizzata entro metà 2026, subordinata al via libera dell’Australian Competition and Consumer Commission.
La cessione delle radio si inserisce in un pacchetto più ampio di operazioni annunciate da Nine. Il gruppo ha comunicato anche un accordo da 850 milioni di dollari per acquistare la società di pubblicità esterna QMS e la trasformazione di NBN Television da attività interamente controllata a network affiliato, che sarà posseduto e gestito dal partner regionale WIN.
Per l’amministratore delegato Matt Stanton, le operazioni rappresentano “una tappa critica” nella trasformazione dell’azienda. Nine punta a un modello più efficiente e più orientato alla crescita digitale, rafforzando allo stesso tempo la presenza nel mercato pubblicitario. L’acquisizione di QMS, rilevata da Quadrant Private Equity, dovrebbe diversificare i ricavi e ampliare i rapporti con inserzionisti e agenzie, offrendo anche spazi per promuovere abbonamenti e prodotti editoriali del gruppo.
Nine pubblicherà i risultati del primo semestre il 24 febbraio. L’azienda ha ribadito l’impegno a mantenere un payout dei dividendi tra il 60 e l’80 per cento dell’utile netto prima di voci straordinarie, ma ha avvertito che le perdite fiscali cumulative legate alle transazioni potrebbero portare a dividendi non “franked” in questo esercizio e nel prossimo.
In borsa, all’apertura, il titolo è salito di oltre il 3 per cento, pur restando sotto di circa il 20 per cento rispetto a un anno fa.