BUENOS AIRES – A mezzo secolo dal colpo di Stato che diede inizio dell’ultima dittatura civico-militare in Argentina, il calcio è tornato a diventare uno spazio di memoria collettiva.
Alla vigilia del 24 marzo, Giornata nazionale della memoria per la verità e la giustizia, l’Associazione del football argentino (Afa) e numerosi club della Serie A e delle serie minori hanno promosso diverse iniziative commemorative per rendere omaggio alle vittime del terrorismo di Stato e accompagnare i loro familiari.
In occasione della dodicesima giornata del Torneo Apertura 2026, tutte le squadre hanno posato con striscioni commemorativi, diffondendo in ogni stadio un unico messaggio che ha attraversato il Paese: “Memoria, Verità e Giustizia”. L’immagine, carica di simbolismo, ha cercato di rafforzare l’impegno del calcio nella difesa dei diritti umani e della democrazia.
“Il calcio torna a fermarsi per riflettere su uno dei momenti più dolorosi della storia nazionale. Il 24 marzo rappresenta una data di profondo significato per tutta la società – ha dichiarato la Afa in un comunicato ufficiale –. È un giorno dedicato alla memoria, alla riflessione collettiva e all’impegno permanente con la democrazia”.
Al di là dell’azione congiunta, diversi club hanno deciso di portare avanti iniziative proprie. Banfield, Independiente e Tigre hanno utilizzato patch commemorativi sulle maglie, mentre Independiente ha diffuso sui social un messaggio inequivocabile e perentorio: “Non dimentica né perdona. Memoria. Verità. Giustizia”.
Lanús, da parte sua, ha combinato l’uso del patch con un commovente riconoscimento ai soci desaparecidos. I loro nomi sono stati iscritti sui seggiolini della tribuna ufficiale dello stadio ed è stato realizzato un omaggio anche nel Paseo de la Memoria del club.
San Lorenzo, invece, ha scoperto una targa nel Polideportivo Roberto Pando in onore di sportivi, tifosi e soci desaparecidos durante la dittatura.
Racing ha organizzato una “Settimana della Memoria” con diverse attività, mentre Atlanta ha lanciato una maglia speciale che ricorda la data, parte del cui ricavato sarà destinato all’associazione delle Abuelas de Plaza de Mayo. Parallelamente, Ferro ha promosso una campagna per stampare i fazzoletti delle Madres e Abuelas sulle maglie, e All Boys ha convocato uno spazio di riflessione per ricordare le vittime legate all’istituzione.
Boca Juniors si è unito agli omaggi con un atto di forte valore simbolico: la restituzione della tessera di socio ai familiari di José Luis Hazan, tifoso del club sequestrato e desaparecido durante la dittatura insieme alla moglie e alla figlia di tre anni. “Il club accompagna i suoi familiari in questo esercizio di memoria e riparazione”, hanno sottolineato dall’istituzione.
All’interno del Paese, club come Instituto, Belgrano, Talleres ed Estudiantes de Río Cuarto hanno partecipato all’iniziativa “Clubes y Memoria”, che organizza azioni congiunte tra enti sportivi e organismi per i diritti umani. Belgrano, inoltre, ha diffuso un messaggio di totale adesione alla democrazia, prima della partita: “A 50 anni, torniamo a dire #NuncaMás”.
Argentinos Juniors ha adattato la grafica dei propri social per ricordare soci e tifosi vittime della repressione, mentre altre istituzioni, come Almagro e Ituzaingó, hanno espresso pubblicamente il loro rifiuto del terrorismo di Stato e il loro impegno per la memoria storica.
Le serie minori, storicamente legate alla vita sociale dei quartieri, hanno avuto una partecipazione attiva in questa giornata, rafforzando il ruolo del calcio come spazio di costruzione collettiva e trasmissione di valori.
A 50 anni dal colpo di Stato del 24 marzo 1976, il calcio argentino ha mostrato ancora una volta che la sua influenza va oltre lo sport. In ogni gesto, in ogni maglia e in ogni omaggio, il messaggio è stato chiaro: mantenere viva la memoria è un compito condiviso, indispensabile per consolidare una società più giusta e democratica.