MELBOURNE - L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Australia segna un passaggio di grande rilievo nelle relazioni tra i Paesi membri dell’Unione e l’Australia, aprendo una nuova fase di cooperazione economica, politica e strategica.

L’intesa, firmata dal primo ministro Anthony Albanese e dalla presidente della Commissione Europea durante la visita ufficiale di Ursula von der Leyen in Australia, arriva dopo anni di negoziati e punta a rafforzare gli scambi commerciali e le relazioni bilaterali.

Per il senatore del Partito democratico Francesco Giacobbe, eletto nella circoscrizione Estero, ripartizione AAOA, si tratta di “una grande opportunità per le nostre imprese, per il Made in Italy e per tutti quei settori che potranno crescere grazie a regole più semplici e mercati più aperti”. Un accordo che, secondo il Senatore, assume anche un forte valore politico: “Costruire ponti, favorire scambi e creare nuove occasioni di sviluppo condiviso è la strada giusta per affrontare le sfide globali”.

Particolare rilievo viene attribuito anche alle ricadute per le comunità italiane all’estero. “Per gli italiani in Australia e per le nostre comunità all’estero, questo accordo significa più opportunità, più connessioni e un legame ancora più solido con l’Italia e l’Europa”, ha sottolineato Giacobbe, evidenziando il ruolo strategico della diaspora italiana come ponte tra sistemi economici e culturali.

Sulla stessa linea il collega di partito, il deputato Nicola Carè, che definisce l’intesa “una notizia politica di primo piano” e sottolinea come rappresenti una scelta chiara: “rafforzare la presenza dell’Europa nell’Indo-Pacifico, consolidare il rapporto con un partner strategico come l’Australia e aprire nuove opportunità per imprese, lavoro, ricerca e innovazione”.

Carè invita a leggere l’accordo in una prospettiva più ampia: “Non siamo davanti soltanto a un’intesa commerciale”. Il libero scambio, insieme al partenariato su sicurezza e difesa e alla possibile associazione dell’Australia a Horizon Europe, “compongono insieme un messaggio politico molto netto”, volto a rafforzare le alleanze tra democrazie in un contesto internazionale sempre più instabile.

Per l’Italia, le implicazioni sono concrete: “Vuol dire più spazio per il nostro export, più occasioni per le imprese italiane, più collaborazione nei settori ad alto valore aggiunto”, ha aggiunto il deputato, richiamando anche il valore della comunità italiana in Australia, “una comunità dinamica che da anni costruisce relazioni, opportunità e crescita”.

L’accordo UE-Australia si configura dunque non solo come uno strumento economico, ma come una scelta strategica di lungo periodo, destinata a rafforzare il ruolo dell’Europa, e di conseguenza anche dell’Italia  in una delle aree che potrebbero risultare di particolare importanza in uno scenario globale segnato da una sempre maggiore polarizzazione e, in questa fase, da forte imprevedibilità.