MIAMI – Kyrylo Budanov, capo di gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è negli Stati Uniti a capo di una delegazione composta da Rustem Umerov, il capo negoziatore, e Davyd Arakhamia, capogruppo del partito Servitore del popolo, per “un colloquio importante con i partner americani riguardo ai dettagli di un accordo di pace”.
Lo annuncia lo stesso Budanov su X: “È programmata una riunione congiunta con Steven Witkoff, Jared Kushner e Daniel Driscoll. L’Ucraina ha bisogno di una pace giusta. Stiamo lavorando per ottenere il risultato”, scrive.
Si parla della possibilità di stilare un documento che tratti le questioni principali — pace, sicurezza e un maxi-accordo economico — in vista del World Economic Forum Annual Meeting di Davos, in Svizzera, quando Trump e Zelensky potrebbero incontrarsi in un nuovo faccia a faccia.
Secondo l’Ucraina, il problema rimane il fatto che non ci sarebbe “alcuna volontà da parte dell’aggressore di rispettare gli accordi o di porre fine alla guerra”, come indicato da un rapporto del capo dell’intelligence Oleh Ivashchenko, citato dal presidente Volodymyr Zelensky.
“Al contrario, disponiamo di molte informazioni riguardanti la preparazione di nuovi attacchi russi contro il nostro settore energetico e le nostre infrastrutture, comprese le strutture e le reti che alimentano le nostre centrali nucleari”, ha spiegato il presidente ucraino, che ha nel frattempo dichiarato lo stato d’emergenza per il settore energetico, messo a dura prova dai bombardamenti russi.
“Ogni attacco russo contro il settore energetico, in pieno inverno, indebolisce e compromette gli sforzi dei principali Stati — in particolare gli Stati Uniti — per porre fine a questo conflitto”, ha denunciato Zelensky, precisando che il suo Paese “adotta un atteggiamento il più possibile costruttivo sul piano diplomatico, mentre la Russia si concentra esclusivamente sugli attacchi e sulla persecuzione della popolazione”, invitando i suoi partner a trarne “le dovute conclusioni”.
Solo nella giornata di sabato le forze di difesa ucraine avrebbero “ingaggiato 117 scontri con gli invasori russi” nella zona di Pokrovsk, che, secondo fonti ucraine, sarebbe stata attaccata con “3.585 droni kamikaze e 2.857 bombardamenti contro le posizioni delle nostre truppe e le aree civili”. Anche Sumy e la regione di Zaporizhzhia sarebbero state colpite dagli attacchi lanciati dall’esercito russo.