CITTÀ DEL MESSICO - Nel mezzo di una delle più gravi siccità degli ultimi decenni e in un contesto bilaterale segnato da tensioni commerciali e politiche, Messico e Stati Uniti hanno raggiunto un nuovo accordo tecnico per la gestione delle risorse idriche nel bacino del Río Bravo (Río Grande negli Usa).
L’intesa non modifica il Trattato sulle acque del 1944, ma definisce un piano operativo per affrontare i deficit accumulati dal Messico nei cicli precedenti, dovuti in gran parte alla siccità estrema che ha colpito il Paese tra il 2022 e il 2024.
Il Congresso degli Stati Uniti ha subordinato i fondi di assistenza al Messico alla certificazione del rispetto, da parte del governo di Claudia Sheinbaum, degli obblighi relativi alla fornitura di acqua del Río Bravo (gli unici fondi non condizionati restano quelli destinati alla lotta contro il traffico di droga).
Il governo messicano si è impegnato a fornire al Texas un volume minimo annuo di 431,5 milioni di metri cubi di acqua del Río Bravo durante l’attuale quinquennio 2026-2030.
L’annuncio è arrivato attraverso una dichiarazione congiunta dei tre ministeri messicani degli Affari Esteri (Sre), Agricoltura e Ambiente, insieme alla Commissione nazionale per l’acqua (Conagua).
Le autorità hanno sottolineato che il piano è il risultato di un “lavoro tecnico e politico costante” tra i due Paesi, “nel pieno rispetto della sovranità nazionale” e dei meccanismi previsti dal trattato bilaterale.
Nel comunicato ufficiale, il governo messicano ha ribadito il proprio impegno a garantire una quantità minima annuale di acqua concordata con Washington, in base alle condizioni idrologiche del bacino. Al tempo stesso, ha chiarito che la priorità rimane l’approvvigionamento per il consumo umano e per la produzione agricola all’interno del territorio nazionale, in linea con il riconoscimento del diritto umano all’acqua e all’alimentazione.
Sul fronte statunitense, l’intesa è stata accolta positivamente dal segretario di Stato Marco Rubio, che ne ha evidenziato i benefici per il settore agricolo americano. In un messaggio pubblicato sui social, Rubio ha ringraziato il governo messicano e la presidente Claudia Sheinbaum per l’impegno dimostrato nel rispettare gli obblighi previsti dal Trattato del 1944, collegando l’accordo alle priorità dell’amministrazione statunitense.
L’accordo, secondo le autorità, mira a rafforzare una gestione più ordinata e prevedibile delle risorse idriche del bacino, introducendo anche interventi infrastrutturali e misure di adattamento di lungo periodo per far fronte agli effetti strutturali della siccità.
La regione di confine tra Messico e Stati Uniti è sottoposta da anni a una pressione crescente sulle risorse idriche, a causa del cambiamento climatico, dello sfruttamento eccessivo delle falde acquifere e della forte domanda agricola. In questo scenario, l’intesa cerca di bilanciare il rispetto degli impegni internazionali con la tutela dell’accesso all’acqua per le comunità locali.
Si tratta di una delle regioni a più rapida crescita demografica nei due Paesi: il 90% della popolazione di confine vive in 14 città gemelle interdipendenti e, nel basso bacino del fiume, si prevede un aumento della popolazione di oltre l’80% per il 2050.
A questo si aggiungono un’intensa attività agricola e, sul lato messicano, la proliferazione delle fabbriche maquiladoras legate al Trattato di libero commercio nordamericano e situate in zone franche a regime fiscale vantaggioso.
Il Río Bravo – lungo circa 3.000 chilometri – è il quinto fiume più grande del Nord America e costituisce una delle principali frontiere naturali tra Messico e Stati Uniti.
Nasce nella catena montagnosa di San Juan, in Colorado, dove è battezzato Río Grande, e sis etende fino a El Paso, in Texas, dove attraversa la frontiera con il Messico – dove cambia il nome a Río Bravo – passando da Ciudad Juárez e Chihuahua, per poi svociare nel Golfo del Messico.
Il suo bacino, che si estende su 467mila chilometri quadrati, attraversa cinque stati messicani (Chihuahua, Coahuila, Nuevo León, Tamaulipas e Durango) e tre stati Usa (Colorado, Nuovo Messico e Texas).
Di grande importanza per l’ambiente, il fiume attraversa tre grandi regioni ecologiche – le Montagne Rocciose meridionali, il deserto di Chihuahua e la macchia spinosa di Tamaulipas – dando vita a un mosaico di habitat che include foreste ripariali (interfaccia tra terra e corso d’acqua superficiale), zone umide, paludi salmastre e sorgenti di acqua dolce. Il basso bacino del Río Bravo è considerato una delle aree con maggiore biodiversità al mondo, punto chiave per milioni di uccelli migratori.
Circa il 96% della sua portata media annua è già allocata: le estrazioni eccessive, l’evaporazione, le siccità persistenti e i cambiamenti nell’uso del suolo mettono a rischio la capacità del sistema di soddisfare esigenze sociali, economiche ed ecologiche.
L’accordo raggiunto rappresenta dunque un tentativo di gestione condivisa di una risorsa sempre più scarsa e strategica per entrambi i Paesi.