SYDNEY - Qantas ha accettato di pagare 105 milioni di dollari per chiudere un’azione legale collettiva legata alla gestione dei crediti di volo emessi durante la pandemia di COVID-19.

L’accordo, annunciato oggi dalla compagnia aerea, riguarda i voli cancellati tra l’inizio del 2020 e il 1° novembre 2022. L’intesa dovrà ora essere approvata dalla Corte Federale.

Secondo i termini del compromesso, Qantas non ammette alcuna responsabilità legale per le accuse mosse nella causa collettiva. La compagnia ha spiegato di aver già accantonato fondi per far fronte alla controversia e che l’importo aggiuntivo sarà contabilizzato al di fuori degli utili operativi nella seconda metà dell’anno finanziario.

La notizia non sembra aver avuto un impatto rilevante sul mercato: all’apertura della seduta alla Australian Securities Exchange (ASX), le azioni Qantas hanno registrato solo una lieve flessione.

La class action era stata avviata nel 2023 dallo studio legale Echo Law, che accusava la compagnia di aver violato gli obblighi contrattuali nei confronti dei passeggeri i cui voli erano stati cancellati durante la pandemia. Secondo i ricorrenti, Qantas avrebbe fornito informazioni fuorvianti sulle opzioni di rimborso, trattenendo i fondi dei clienti e adottando quello che lo studio legale ha definito un “modello di comportamento inaccettabile”.

In particolare, la causa sosteneva che la compagnia avesse violato la legge nazionale sulla tutela dei consumatori non emettendo rimborsi immediati e trattenendo il denaro dei clienti dopo la cancellazione dei voli nel 2020. Qantas aveva respinto le accuse, affermando di aver rimborsato oltre un miliardo di dollari ai clienti colpiti dalle interruzioni dei voli nel primo anno della pandemia.

Durante il periodo più critico della crisi sanitaria globale, molte compagnie aeree in tutto il mondo avevano preferito offrire crediti di viaggio anziché rimborsi immediati, una pratica che aveva generato numerose controversie con i passeggeri.

Nel caso australiano, la questione era diventata particolarmente sensibile dopo l’intervento della Australian Competition and Consumer Commission (ACCC), l’autorità che vigila sulla concorrenza e sulla tutela dei consumatori.

Nel 2023 Qantas aveva avviato una campagna per incoraggiare i clienti a utilizzare i crediti di volo ancora disponibili. Nell’agosto dello stesso anno la compagnia aveva inoltre eliminato la data di scadenza dei crediti emessi durante la pandemia, permettendo ai clienti di richiedere il rimborso in denaro senza limiti di tempo.

L’accordo da 105 milioni di dollari rappresenta ora il tentativo di chiudere definitivamente uno dei capitoli più controversi per la compagnia aerea nel periodo successivo alla pandemia.