CANBERRA - L’accordo di libero scambio tra Australia e Unione Europea è ormai vicino, dopo anni di negoziati segnati da blocchi e divergenze.
L’arrivo a Sydney della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen segna un passaggio decisivo, con la possibile firma dell’intesa attesa nei prossimi giorni.
Von der Leyen, in visita ufficiale di tre giorni, incontrerà il primo ministro Anthony Albanese e diventerà la prima leader straniera a intervenire in parlamento federale australiano. Sul tavolo non c’è solo il commercio, ma anche temi regolatori come il divieto australiano sui social media per i minori, che alcuni paesi europei stanno osservando con interesse.
Il cuore del negoziato resta però economico. Il ministro del Commercio Don Farrell e il commissario europeo Maros Sefcovic si confronteranno sugli ultimi dettagli, con particolare attenzione ai settori più sensibili.
Le trattative si erano arenate più volte sulla questione agricola. Canberra chiede maggiore accesso per carne e prodotti agricoli al mercato europeo, mentre Bruxelles cerca di proteggere i propri produttori dalla concorrenza estera. Secondo fonti vicine al dossier, un compromesso è stato raggiunto, anche se alcuni agricoltori australiani potrebbero ritenere insufficienti le concessioni ottenute.
Un altro nodo riguarda le indicazioni geografiche. L’Unione Europea punta a limitare l’uso da parte dei produttori australiani di nomi come “feta”, “parmesan” e “prosecco”. Anche su questo punto si starebbe delineando una soluzione intermedia, che consenta di chiudere l’accordo senza uno scontro diretto.
Il contesto internazionale ha accelerato il processo. Secondo Prudence Gordon, ex funzionaria commerciale australiana, l’intesa riflette la volontà di entrambe le parti di rafforzare legami economici alternativi in un sistema globale più incerto. “È un segnale della volontà di reagire ai cambiamenti negli equilibri commerciali internazionali”, ha osservato.
Per il governo australiano, l’accordo rappresenta un’opportunità concreta. Albanese ha indicato che potrebbe generare fino a 10 miliardi di dollari l’anno in nuove esportazioni, aprendo un mercato di circa 450 milioni di consumatori europei.
La fase finale resta delicata, ma il quadro appare ormai definito. Dopo anni di trattative complesse, Canberra e Bruxelles sembrano pronte a chiudere un’intesa che punta a rafforzare i flussi commerciali e ridefinire le relazioni economiche tra le due aree.