CANBERRA - Australia e Unione Europea hanno firmato uno storico accordo di libero scambio dopo quasi un decennio di trattative, promettendo prezzi più bassi per i consumatori ma suscitando forti critiche nel settore agricolo.
L’intesa prevede la riduzione o l’eliminazione di numerosi dazi. Canberra rimuoverà la tariffa del 5% sulle importazioni europee, con effetto su auto, abbigliamento, generi alimentari e vino. La misura potrebbe tradursi in prezzi più competitivi per marchi come BMW e Mercedes, oltre che per prodotti per la tavola e bevande.
Dal lato europeo, verranno eliminati i dazi su una vasta gamma di esportazioni australiane, tra cui minerali strategici, beni manifatturieri e diversi prodotti lattiero-caseari.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, intervenuta a Canberra accanto al primo ministro Anthony Albanese, ha definito l’accordo un risultato equilibrato dopo negoziati complessi. “È stato un lavoro duro, ma ce l’abbiamo fatta”, ha detto, sottolineando i benefici reciproci per imprese e mercati.
Von der Leyen ha anche inquadrato l’intesa come una risposta a un contesto globale instabile, segnato da tensioni commerciali e cambiamenti nelle regole internazionali.
Uno dei punti più delicati ha riguardato le denominazioni dei prodotti. L’accordo consente ai produttori australiani di continuare a usare il termine “prosecco” sul mercato interno, ma impone una graduale eliminazione per le esportazioni nei prossimi dieci anni. Altri nomi, come “feta” e “gruyere”, saranno progressivamente abbandonati, mentre alcuni — tra cui “parmesan” — resteranno utilizzabili.
Nonostante i vantaggi per i consumatori, il settore delle carni bovine e ovine reagisce con durezza. Le quote aggiuntive per l’export verso l’Europa — 30.600 tonnellate di manzo e 25mila di carne ovina — sono ritenute insufficienti rispetto a quelle concesse ad altri Paesi.
Cattle Australia ha definito l’accordo “inaccettabile”, sostenendo che non affronta lo squilibrio commerciale con l’UE. Critiche sono state elevate anche dal leader dei Nazionali Matt Canavan, che accusa il governo di aver sacrificato gli interessi degli agricoltori.
Albanese ha difeso l’intesa come un “risultato positivo per entrambe le parti”, sottolineando l’accesso a un mercato di centinaia di milioni di consumatori.
Oltre al commercio, l’accordo include impegni su cooperazione militare, cybersicurezza e ricerca.
Per i consumatori australiani, i benefici potrebbero arrivare rapidamente. Per l’agricoltura, invece, il giudizio resta in sospeso.