BRUXELLES - Dopo venticinque anni di attese e negoziati, l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il blocco del Mercosur compie un passo decisivo. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato ufficialmente da Bruxelles che l’esecutivo Ue procederà con l’applicazione in via provvisoria dell’intesa. La scelta è stata motivata dalla necessità di assicurare all’Europa un “vantaggio strategico da pioniera” in un mercato globale sempre più competitivo. 

La decisione di accelerare è scattata in seguito alle ratifiche lampo avvenute ieri nelle capitali del Cono Sud: Uruguay e Argentina sono stati i primi paesi del blocco ad aver completato l’iter parlamentare. Anche Brasile e Paraguay sono attesi alla ratifica nelle prossime settimane. L’accordo inizierà a produrre effetti concreti tra circa due mesi, dopo lo scambio formale delle notifiche tra Bruxelles e i paesi ratificanti. 

Von der Leyen ha descritto l’intesa come una delle più rilevanti della prima metà del secolo, capace di abbattere dazi doganali per miliardi di euro. “L’accordo crea un mercato di 720 milioni di persone e permette alle nostre piccole e medie imprese di accedere a dimensioni che prima potevano solo sognare”, ha sottolineato la presidente. 

L’applicazione provvisoria riguarderà inizialmente solo i pilastri di competenza comunitaria (come il commercio), permettendo alle imprese di beneficiare dei tagli tariffari, senza attendere la complessa ratifica di tutti i parlamenti nazionali degli Stati membri Ue. 

Nonostante l’entusiasmo della Commissione e il sostegno di paesi come l’Italia — con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha già convocato una task force per lunedì — la mossa è finita nel mirino delle critiche.

Von der Leyen ha chiarito che l’applicazione è “per sua natura provvisoria” e che il via libera definitivo spetterà all’Eurocamera. Tuttavia, la decisione di procedere unilateralmente è stata definita “molto dannosa” dalla ministra dell’Agricoltura francese, Annie Genevard, e contestata da partiti come la Lega per la mancanza di garanzie di reciprocità. 

Il processo si inserisce in un quadro giuridico teso, dato che il Parlamento Europeo ha recentemente chiesto un parere alla Corte di Giustizia Ue sulla conformità del trattato. Intanto, nelle strade di Bruxelles continuano le proteste degli agricoltori, preoccupati che l’accordo possa sacrificare la produzione europea a favore delle importazioni sudamericane.