BUENOS AIRES - L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur torna al centro del dibattito politico internazionale, sospeso tra l’urgenza di rafforzare i legami commerciali e le crescenti resistenze istituzionali in Europa.
La recente decisione del Parlamento Europeo di denunciare il trattato davanti alla Corte di giustizia della Ue (Tjue), per verificarne la compatibilità con il diritto comunitario, rischia infatti di rallentarne l’entrata in vigore.
Nonostante questo ostacolo, diversi governi, sia europei sia sudamericani, sembrano intenzionati a procedere senza esitazioni.
Dalla Spagna arriva una delle prese di posizione più nette a favore dell’intesa. Il ministro dell’Economia, del Commercio e delle Imprese Carlos Cuerpo ha ribadito a Davos la necessità di un’implementazione “immediata” dell’accordo, minimizzando l’impatto della mossa dell’Europarlamento.
“Non è la prima volta che accade una situazione simile e questo non impedisce di avviare subito l’applicazione”, ha affermato, citando come precedente l’accordo con il Canada, già applicato provvisoriamente pur non avendo completato l’intero processo di ratifica. Madrid, ha assicurato, farà pressione affinché l’iter non si fermi.
In Europa, però, le divisioni restano profonde. La Francia si conferma uno dei principali oppositori dell’applicazione provvisoria del trattato.
La portavoce del governo di Emmanuel Macron, Maud Bregeon, ha definito una simile scelta “una violazione democratica”, sostenendo che imporre l’accordo nonostante il voto dell’Europarlamento costituirebbe una forzatura istituzionale da parte della Commissione guidata da Ursula von der Leyen.
Più favorevole appare invece la posizione italiana, inserita in una strategia commerciale più ampia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato l’obiettivo del governo di raggiungere i 700 miliardi di euro di export entro il 2027, partendo dagli attuali 623,5 miliardi.
In quest’ottica, l’accordo viene visto come un tassello chiave: secondo Tajani, l’applicazione provvisoria dei termini di libero scambio potrebbero generare fino a 14 miliardi di euro aggiuntivi per il commercio internazionale italiano.
Sul fronte sudamericano, l’Argentina punta a giocare d’anticipo e mira a diventare il primo Paese del Mercosur ad approvare il trattato a livello nazionale. Per questo motivo, l’accordo è stato inserito nel temario delle sessioni straordinarie del Congresso convocate a partire dal 2 febbraio.
Il testo dovrebbe approdare alla Camera dei Deputati, anche se non è stato ancora formalmente inviato e non mancano perplessità politiche: una parte dell’opposizione teme che una ratifica anticipata possa rivelarsi inutile, qualora il Parlamento europeo dovesse bocciare definitivamente la versione attuale dell’accordo.
Nonostante le incertezze, la linea dell’esecutivo resta invariata. “Fino a nuovo avviso si va avanti”, hanno fatto sapere dalla presidenza della Camera. In aula, La Libertad Avanza (il partito di Milei) potrebbe contare su una maggioranza favorevole, grazie al sostegno del Pro (che compone l’alleanza di governo), che rivendica la continuità con il percorso avviato dal governo Macri nel 2019, cuando vennero iniziati I negoziati dell’accordo.
Anche settori dell’opposizione, come alcuni membri della Ucr, sono convinti che in un contesto globale sempre più competitivo, dialogo e cooperazione tra regioni siano indispensabili. Appoggi sono arrivati anche da blocchi centristi come Provincias Unidas e la Coalizione Civica.
Accanto alle posizioni favorevoli, emergono anche voci critiche sul modo in cui l’accordo potrebbe essere applicato. Juan José Bahillo, ex segretario all’Agricoltura, Allevamento e Pesca durante il governo di Sergio Massa, ha avvertito che un’implementazione mal gestita del trattato rischia di accentuare la primarizzazione dell’economia argentina.
Secondo Bahillo, l’intesa dovrebbe essere accompagnata da una strategia che punti sull’aumento del valore aggiunto, sulla creazione di lavoro locale e su un’integrazione internazionale più intelligente. “Dovremmo pensare a maggiori investimenti nelle catene di valore, soprattutto agroalimentari, per esportare lavoro argentino. Io voglio esportare pasta di alta qualità, non grano di frumento”, ha sintetizzato.
Secondo un rapporto recente del centro di studi Idesa, l’accordo Ue-Mercosur rappresenta un’opportunità strategica soprattutto per l’Argentina e sottolinea come il suo interscambio con l’Unione Europea risulti strutturalmente più favorevole rispetto a quello con gli altri Paesi del Cono Sud: nel 2025, infatti, la bilancia commerciale argentina è stata fortemente negativa con i partner regionali, mentre con la Ue si è mantenuta sostanzialmente in equilibrio.
Per Idesa, l’accesso a un mercato di circa 450 milioni di consumatori ad alto potere d’acquisto offre importanti margini di crescita per le esportazioni argentine, in particolare nel settore agroalimentare. Allo stesso tempo, l’accordo consentirebbe di importare tecnologie e beni capitali europei a costi più contenuti, migliorando la competitività del sistema produttivo nazionale.
Il rapporto non nega però che alcuni settori produttivi subiranno una maggiore concorrenza da parte dei prodotti europei e i benefici non sarebbero automatici: per sfruttare appieno l’intesa, l’Argentina dovrà accompagnare l’apertura commerciale con riforme interne, soprattutto sul piano fiscale, regolatorio e infrastrutturale.
Se l’Argentina accelera spinta da interessi commerciali, il Brasile prosegue senza rallentare, guardando soprattutto alla dimensione geopolitica.
Il vicepresidente Geraldo Alckmin ha confermato che Brasilia proseguirà senza esitazioni il percorso interno di ratifica, trasmettendo l’accordo al Congresso nazionale nonostante il ricorso alla Corte di giustizia europea.
Per il governo brasiliano, l’intesa rappresenta uno strumento strategico per rafforzare l’export, consolidare il ruolo internazionale del Paese e rilanciare il multilateralismo in una fase segnata da tensioni geopolitiche e commerciali. “Il Brasile non si fermerà”, ha ribadito Alckmin, sottolineando il valore politico e simbolico dell’intesa come segnale di apertura dei mercati.
Il tema è stato al centro anche dei colloqui informali tra la delegazione argentina e i rappresentanti europei a margine del World Economic Forum di Davos, dove Javier Milei ha tenuto un discorso fortemente improntato alla difesa del capitalismo e del libero mercato. Tuttavia, da questi incontri non sono ancora emerse definizioni concrete.
Il destino dell’accordo Ue-Mercosur potrebbe quindi dipendere meno dai suoi effetti economici immediati e più dal valore politico che governi europei e sudamericani gli attribuiscono: un messaggio di cooperazione e posizionamento internazionale che molti governi non vogliono rinviare.