CANBERRA - Il governo dell’Australian Capital Territory presenterà questa settimana una nuova riforma sulle armi da fuoco che punta a ridurre i rischi legati alla diffusione incontrollata di fucili e pistole nel Territorio della Capitale.
Il provvedimento, chiamato Firearms (Public Safety) Amendment Bill 2026, introduce un limite massimo di cinque armi per ogni titolare di licenza, oltre a una serie di misure che irrigidiscono i controlli su tipologie di arma, capacità dei caricatori e strumenti di produzione illegale come la stampa 3D.
Secondo la proposta, i detentori di licenza non potranno possedere più di cinque armi, con deroghe che consentono di arrivare fino a dieci in casi specifici, ad esempio per motivi professionali o per attività sportive. Il tetto fissato dall’ACT è più alto rispetto a quello del New South Wales, dove il limite è quattro, ma si allinea ad altre giurisdizioni australiane, come il Western Australia.
Il ministro della Polizia dell’ACT, Marisa Paterson, ha detto che i cittadini di Canberra si aspettano norme che mettano al primo posto la sicurezza collettiva. “Queste nuove leggi affrontano i rischi individuati nella proprietà di armi senza un tetto massimo e riclassificano le armi per garantire regole moderne e coerenti a livello nazionale”, ha dichiarato.
Il disegno di legge prevede anche un riordino delle categorie di armi ammesse, con restrizioni più severe e limiti su elementi tecnici come la capacità dei caricatori e le armi a fuoco rapido. L’obiettivo è ridurre la disponibilità di dispositivi che possono aumentare la velocità di sparo e la quantità di munizioni utilizzabili senza ricaricare, rendendo più difficile l’accesso a strumenti considerati ad alto rischio.
Uno dei punti più delicati riguarda la stampa 3D. Il governo intende colmare quelle che definisce “lacune legislative” introducendo un nuovo reato: sarà illegale possedere un blueprint digitale, cioè un file-progetto, utilizzabile per produrre armi o componenti di armi tramite stampanti 3D. La misura mira a bloccare la circolazione di istruzioni e modelli che possono trasformare strumenti domestici in una catena di produzione clandestina.
La riforma viene introdotta dopo l’attentato di Bondi e dopo che l’esecutivo dell’ACT ha definito “superate” le regole attuali. Nel Territorio risultano registrate oltre 22mila armi da fuoco, in mano a circa 7mila licenziatari.
Per chi possiede già più armi del limite previsto, l’ACT prevede di partecipare al programma nazionale di riacquisto annunciato dal governo federale. Paterson ha inoltre anticipato che ulteriori interventi legislativi sulle armi potrebbero arrivare nei prossimi mesi, con più “tranche” di riforme nel corso dell’anno.