MILANO - Arriverà il 23 aprile la sentenza del processo d’appello nel capoluogo regionale lombardo  per i due giovani calciatori Mattia Lucarelli, figlio di Cristiano, ex attaccante del Livorno, sempre presente alle udienze del figlio, e Federico Apolloni, entrambi accusati con tre loro amici, anche loro imputati, di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa statunitense.
Si sono conclusi gli interventi delle difese e i giudici della prima sezione d’appello, a differenza del programma previsto nella precedente udienza, hanno deciso di rinviare il processo per le eventuali repliche delle parti e la camera di consiglio per il verdetto a fine aprile. Per Lucarelli junior e Apolloni il sostituto pg Massimo Gaballo ha chiesto nelle precedenti udienze la conferma delle condanne di primo grado, con rito abbreviato, a tre anni e sette mesi di reclusione. Il Pg, oltre a sottolineare che la pena inflitta dal gup è il “minimo edittale”, ha proposto anche di confermare la sentenza del giudice per i coimputati: due anni e otto mesi per uno e due anni e cinque mesi per gli altri due. La ragazza, invece, ha revocato la costituzione di parte civile in quanto è stata risarcita. 

Secondo l’indagine della pm Alessia Menegazzo e della Polizia, il presunto stupro di gruppo risale alla notte tra il 26 e il 27 marzo 2022. Allora la studentessa aveva 22 anni ed era stata ‘agganciata’ fuori dalla discoteca Il Gattopardo, nel cuore della movida milanese.
I due calciatori, difesi dagli avvocati Leonardo Cammarata e Francesca Nobili, hanno sempre respinto le accuse, riconoscendo solo di aver avuto un comportamento “inappropriato” e di aver usato un “linguaggio volgare”. Per il giudice del primo grado Roberto Crepaldi “non si è trattato di un disinteressato momento di goliardia tra ragazzi giovani, che hanno appena trascorso una serata in discoteca, ma di una vera e propria azione collettiva, volta a carpire il consenso della persona offesa ad atti sessuali con il maggior numero di loro, nonostante la piena consapevolezza dello stato di alterazione” della vittima.