La notizia della scomparsa di James Van Der Beek, l’attore statunitense celebre in tutto il mondo per il ruolo di Dawson Leery nella serie cult Dawson’s Creek, ha provocato un’ondata di commozione tra fan, colleghi e appassionati di televisione e cinema. 
Van Der Beek è morto all’età di 48 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al colon‑retto che gli era stato diagnosticato nell’agosto del 2023 e di cui aveva parlato pubblicamente nel novembre del 2024.

James Van Der Beek lascia un’eredità artistica di grande impatto. Divenuto simbolo degli anni ’90 grazie appunto a Dawson’s Creek (1998‑2003), ha poi recitato in film come Varsity Blues e in numerose serie televisive, tra cui CSI: Cyber e Pose. Il suo personaggio sensibile e appassionato ha segnato un’intera generazione di spettatori, rendendolo una figura amata oltre i confini nazionali. Oltre all’affetto dei fan, sono emerse iniziative di sostegno per la sua famiglia: amici e sostenitori hanno infatti lanciato campagne di raccolta fondi per aiutare la moglie e i sei figli a far fronte alle difficoltà economiche derivanti dalle cure e dalla perdita del loro capofamiglia. 
La scomparsa di James Van Der Beek rappresenta una perdita significativa per il mondo dell’intrattenimento, non solo per il talento e la carriera che lo hanno reso celebre, ma anche perché era diventato un vero e proprio punto di riferimento per gli adolescenti degli anni ’90. 

Generazioni di spettatori hanno visto in lui il volto delle emozioni, dei sogni e delle sfide tipiche dell’adolescenza, grazie al ruolo iconico in Dawson’s Creek. La sua capacità di trasmettere sensibilità, introspezione e passione ha fatto sì che il suo personaggio fosse più di un semplice protagonista televisivo: era un simbolo con cui molti giovani si identificavano.