ADELAIDE – Lo scorso 26 gennaio, sono stati annunciati i nomi di coloro che hanno ricevuto quest’anno il prestigioso riconoscimento Medal of the Order of Australia (OAM). Tra questi, il nome dell’italiano Nicola Minicozzi, di Adelaide, un uomo molto rispettato, da oltre 50 anni impegnato a favore della comunità. La famiglia Minicozzi è ben conosciuta in South Australia e Nicola, detto “Nic”, ha contribuito a mantenere e proseguire questa reputazione. 

Nic ha studiato al Rostrevor College e poi alla University of Adelaide e, a detta dell’amico John Di Fede, questa formazione ha contribuito, assieme alla sua famiglia, a instillargli le qualità fondamentali per diventare la persona onesta, laboriosa e stimata che è oggi. 

Nicola è emigrato in Australia nel 1954 all’età di quattro anni. Suo padre, il defunto Alessandro Minicozzi, fu prigioniero di guerra in Inghilterra. Quando suo padre emigrò in Australia parlava già l’inglese, un grande vantaggio, per lui e per la sua famiglia. Proprio il padre Alessandro per primo iniziò a sponsorizzare molti migranti italiani, che accolse anche nella casa familiare. Nic è cresciuto quindi in un ambiente dove, fin dalla più tenera età, aiutava giovani migranti, donne e uomini, traducendo per loro e facendo da interprete, e così facendo, aiutandoli a stabilirsi in Australia e a crearsi una nuova vita. 

“Questa esperienza fin da giovane lo ha aiutato a diventare la persona premurosa e disponibile che è oggi – racconta di lui l’amico John Di Fede – e lo ha inoltre portato a proseguire gli studi e diventare uno degli avvocati più riconosciuti nello Stato, portando avanti la missione del padre di aiutare le persone in ogni aspetto della loro vita, soprattutto all’interno della comunità multiculturale”. Nicola Minicozzi è stato impegnato in molti settori nel corso degli anni, incluso quello dell’ospitalità, in cui la sua famiglia ha aperto una delle prime gastronomie continentali del South Australia. Ha poi fondato uno dei luoghi per matrimoni di maggior successo a Adelaide, l’Alessandro Minicozzi Reception Centre a Hackney, dove sono stati organizzati migliaia di eventi, tra matrimoni e raccolte fondi per tutte le comunità e tutti i ceti sociali. Inoltre, è stato consigliere e membro del Consiglio del Norwood Football Club dal 1977 al 1985. 

Nel 1983 ha avuto un ruolo determinante nella costruzione della nuova chiesa parrocchiale di San Francesco d’Assisi a Newton: ha lavorato per oltre un anno come volontario nel cantiere e ha offerto la sua guida e conoscenza come avvocato alla comunità parrocchiale. Nel 1990, Nicola Minicozzi era tra coloro che hanno portato alla storica firma del gemellaggio tra la Regione Campania e il South Australia, uno dei primi tra l’Australia e le Regioni italiane. Alla firma era presente l’allora premier del South Australia, John Bannon. Ma non è finita: nel 1995 Nicola è stato coinvolto nella creazione della prima Reception and Convention Centres Association of South Australia Incorporated, dove ha svolto un ruolo fondamentale nella stesura della Costituzione. Inoltre, è tra i soci fondatori e consigliere del Campania Sports and Social Club a Modbury North, sin dal lontano 1974. “La sua passione, la sua grinta e il suo impegno rappresentano una risorsa per il club e hanno contribuito a portarlo al successo di oggi, riconosciuto dalla comunità più ampia”, prosegue John Di Fede. 

Nicola è però anche consulente e membro della Società di San Ilario, una casa di cura molto conosciuta, non solo dalla comunità italiana. È membro fondatore e presidente inaugurale del Comitato di Coordinamento Italiano, il CIC, ancora oggi una risorsa essenziale di assistenza agli anziani nella comunità italiana. Ha fatto parte del Consiglio di amministrazione della South Australian Produce Markets Limited, diventando vicepresidente: grazie alle sue competenze in campo legale ha contribuito a facilitare l’esportazione dei prodotti locali del South Australia in altre parti del mondo, come l’Asia. Per tutti questi meriti, che si sono tradotti in un servizio di grande valore per la comunità tricolore, gli è stato consegnato l’ambito riconoscimento e la comunità italiana, con i tanti amici, ne è davvero felice.