CANBERRA - Gli australiani devono prepararsi a mesi difficili sul fronte energetico, ma potranno affrontarli “lavorando insieme”.

È il messaggio lanciato ieri dal primo ministro Anthony Albanese in un raro intervento televisivo in prima serata dedicato alla crisi globale del petrolio.

Nel discorso, trasmesso su tutte le principali reti, Albanese ha invitato i cittadini a limitare i consumi di carburante, suggerendo quando possibile di utilizzare il trasporto pubblico e di evitare acquisti eccessivi in vista delle festività pasquali.

“Questo rafforza le nostre riserve e garantisce carburante a chi non ha alternative: agricoltori, minatori e lavoratori che dipendono dalla nafta ogni giorno - ha dichiarato -. Sono tempi incerti, ma li affronteremo come sempre: collaborando e sostenendoci a vicenda”.

L’obiettivo del governo è contenere la pressione sulle scorte nazionali in un contesto segnato dal conflitto in Medio Oriente e dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz, che stanno spingendo in alto i prezzi.

Tuttavia, non tutti condividono l’efficacia della strategia comunicativa. Secondo il sondaggista ed ex consulente liberale Tony Barry, l’intervento potrebbe ottenere l’effetto opposto, alimentando ansia e preoccupazione tra gli australiani.

“Dire alle persone di non farsi prendere dal panico è spesso il modo più rapido per generarlo - ha osservato -. Molti già percepiscono le stazioni di servizio come scene da emergenza, come in un film di Mad Max”.

Barry ha anche criticato la coerenza dell’azione di governo: da un lato il taglio temporaneo delle accise per ridurre il prezzo alla pompa, dall’altro l’invito a limitare i consumi. “Si abbassa il prezzo e poi si dice di non comprare: è un messaggio contraddittorio”.

Sul piano operativo, le autorità cercano di migliorare il controllo della distribuzione. Nel Western Australia il governo statale ha attivato poteri straordinari per obbligare le compagnie a condividere dati sulle scorte e sulla logistica, nel tentativo di individuare le aree più in difficoltà.

“Non abbiamo una visione completa di dove si trovi il carburante e di come venga distribuito”, ha spiegato il premier Roger Cook, sottolineando che la misura è mirata e non equivale a uno stato di emergenza.

Anche l’opposizione federale chiede maggiore chiarezza. Il leader Angus Taylor ha criticato l’intervento del primo ministro, sostenendo che manchino aggiornamenti puntuali sulla situazione reale.

Con la crisi ancora in evoluzione, il nodo resta lo stesso: gestire la domanda senza alimentare il timore di carenze. Una linea sottile, che il governo prova a mantenere sotto controllo.