CANBERRA - Il primo ministro Anthony Albanese ha sottolineato che le forniture restano stabili nel breve periodo, pur riconoscendo l’impatto diretto del conflitto in Medio Oriente.
“La guerra è reale. Sta colpendo anche gli australiani, come il resto del mondo”, ha detto Albanese durante una conferenza stampa insieme al ministro dell’Energia Chris Bowen. “Non si può ignorare, ma si può reagire in modo ordinato, lavorando con l’industria e con i diversi livelli di governo”.
Un nuovo confronto tra governo federale e Stati è previsto lunedì, con una riunione del Consiglio intergovernativo dedicata proprio alla gestione della crisi.
Secondo Bowen, sei carichi di carburante cancellati o rinviati nelle scorse settimane sono già stati sostituiti. Anzi, sarebbero stati ordinati ulteriori rifornimenti per garantire continuità nelle prossime settimane. “La disponibilità di benzina, nafta e petrolio sarà uguale, se non superiore, alla norma nel breve termine”, ha assicurato.
Anche per il traffico aereo in vista delle festività pasquali arrivano segnali positivi: sei carichi di carburante per jet sono in arrivo e non risultano cancellazioni.
Nonostante le rassicurazioni, la situazione sul territorio resta tesa. Oltre 500 stazioni di servizio hanno registrato carenze di almeno un tipo di carburante, mentre in alcune aree sono già stati introdotti limiti agli acquisti. In una stazione di Sydney, ad esempio, è stato fissato un tetto di 50 litri per cliente, con divieto di riempire taniche.
Il governo insiste che il problema principale non è la disponibilità complessiva, ma la distribuzione e l’aumento della domanda, alimentato anche da comportamenti di acquisto precauzionali.
Nel frattempo, il New South Wales ha imposto alle compagnie petrolifere di condividere dati dettagliati su scorte e vendite, per avere un quadro più preciso e prepararsi a eventuali interventi straordinari.
Sul fronte politico, l’opposizione attacca. Il leader Angus Taylor accusa il governo di mancanza di leadership e propone misure immediate, come il taglio delle accise sui carburanti, per ridurre i costi per famiglie e imprese.
La proposta di Taylor è stata ascoltata da Albanese che ha ha affermato di non escludere un taglio temporaneo della tassa governativa.
Con i prezzi del petrolio in forte aumento e lo Stretto di Hormuz di fatto bloccato, la crisi resta aperta. Per ora Canberra punta sulla gestione e sulla calma, ma la pressione economica continua a crescere.