Dal 14 gennaio al 22 febbraio la City Library Gallery di Melbourne apre le porte a LOVING: Photographs of Men in Love, 1850s to 1950s, una mostra fotografica presentata dall’Unione Europea e dalla Città di Melbourne che riunisce preziose immagini d’epoca. Scatti realizzati tra il 1850 e il 1950, che ritraggono uomini uniti da legami affettivi in un tempo in cui l’amore tra persone dello stesso sesso era spesso proibito o costretto a rimanere nell’ombra. Un’esposizione dal passo misurato e dal linguaggio discreto, che restituisce frammenti di vita privata e invita a riflettere, senza forzature, sul lungo cammino dei diritti e della libertà personale.
Nata dall’archivio dei collezionisti Hugh Nini e Neal Treadwell, la mostra prende avvio da una singola fotografia rinvenuta a Dallas negli anni Novanta, capace – per usare le parole degli stessi autori – di cogliere “l’inconfondibile sguardo dell’amore”. Da quell’immagine iniziale ha preso forma, nel corso di oltre 25 anni di ricerca fra mercatini delle pulci, negozi di antiquariato e album di famiglia, una raccolta che oggi supera le 4.000 fotografie, dando corpo a un patrimonio visivo piuttosto raro.
A emergere con forza, nel racconto visivo di Loving, è il tema dell’amore coraggioso: immagini che restituiscono dignità a storie rimaste ai margini per lungo tempo. Un aspetto sottolineato anche dal sindaco di Melbourne Nicholas Reece intervenuto alla serata inaugurale lo scorso 29 gennaio – alla presenza di rappresentanti istituzionali, membri del corpo diplomatico e cittadini –, che ha richiamato il significato politico e culturale della mostra nel contesto odierno.
“Libertà, fraternità e amore arrivano chiaramente dai nostri amici dell’Unione Europea: questo è un contributo davvero straordinario che l’Ue ha portato in Australia”, ha affermato Reece, collegando il progetto espositivo a una visione condivisa dei diritti e dell’inclusione. Le fotografie, ha spiegato, sono testimonianze di storie d’amore, di identità e, soprattutto, di coraggio.
Nel soffermarsi sul contenuto della mostra, il sindaco ha evocato una delle immagini più emblematiche – due uomini che, agli inizi del ‘900, si scambiano un anello sotto un ombrello – come esempio di un’intimità che oggi può finalmente essere riconosciuta. LOVING, ha osservato, parla al presente perché permette ai giovani di vedersi rappresentati e offre alle famiglie uno spazio di comprensione.
Un messaggio che si inserisce nella più ampia riflessione sul cambiamento sociale vissuto negli ultimi decenni, ricordando quanto il mondo fosse “molto più povero” quando queste storie restavano nascoste. Da qui la rivendicazione del ruolo di Melbourne come città aperta e inclusiva: “È una città per tutti. E questo include gli uomini innamorati”, ha aggiunto Reece.
A collocare la mostra in una prospettiva più ampia è stato l’ambasciatore dell’Unione Europea in Australia, Gabriele Visentin. Rivolgendosi alle autorità e agli ospiti presenti, ha ricordato che Melbourne è la seconda tappa del tour australiano, iniziato a Canberra il 10 dicembre, Giornata Internazionale dei Diritti Umani, e destinato a proseguire in altre città.

In alto, l’ambasciatore dell’Unione Europea in Australia Gabriele Visentin, durante il discorso inaugurale della mostra. Sullo sfondo, a destra, il sindaco di Melbourne Nicholas Reece
Nel suo discorso, l’ambasciatore ha richiamato il lungo percorso storico della comunità queer, “dall’invisibilità alla criminalizzazione, alla persecuzione e persino allo sterminio”, citando il simbolo dei triangoli rosa nei campi di concentramento nazisti. Ha ricordato inoltre che il 2026 segna il trentesimo anniversario della decisione dell’Alta Corte australiana che ha portato alla depenalizzazione delle relazioni omosessuali, con la Tasmania come ultimo Stato a compiere questo passo.
“Oggi possiamo essere orgogliosi dei progressi fatti”, ha affermato Visentin, sottolineando che Unione Europea e Australia non sono solo potenze economiche, ma anche promotrici dei diritti umani. “Ciò che ci unisce – amore, umanità, valori – è più forte di qualsiasi differenza”.
Parlando delle immagini esposte, l’ambasciatore le ha definite “intime, giocose, enigmatiche”, capaci di mostrare vite vissute con autenticità nonostante i vincoli sociali. “Questi uomini non vengono giudicati, ma celebrati, e il loro amore diventa ispirazione”, ha detto. Il messaggio, ha aggiunto, è semplice: “Non c’è nulla di nuovo in tutto questo. L’amore è sempre esistito”.
Richiamando i valori fondanti dell’Unione Europea, Visentin ha ricordato che l’Inno alla Gioia di Beethoven e il motto ‘Uniti nella diversità’ non parlano soltanto di culture e lingue, ma anche dei modi, molteplici e legittimi, in cui le persone costruiscono legami. Le immagini, ha osservato, invitano a custodire libertà e uguaglianza, spesso date per scontato, e a proseguire con responsabilità il cammino verso il rispetto e la libertà di amare.
“Che questa mostra sia un inno alla gioia, e ci dimostri che la felicità è possibile, ma solo se la difendiamo con determinazione”, ha concluso l’ambasciatore.
Dopo Melbourne, Loving proseguirà il suo percorso in altre tappe australiane, tra cui Sydney, Queensland e Tasmania.