CANBERRA - L’allarme bomba che ha costretto all’evacuazione del primo ministro Anthony Albanese dalla residenza ufficiale di The Lodge, a Canberra, è stato definito “molto preoccupante” e ha riacceso l’appello a ridurre la tensione nel dibattito pubblico.

Albanese è rientrato nella residenza istituzionale intorno alle 21 di ieri, dopo essere stato trasferito in un luogo sicuro circa tre ore prima, a seguito di una segnalazione che ha innescato un’operazione su larga scala della Australian Federal Police (AFP). Gli agenti hanno effettuato una perquisizione approfondita della proprietà senza individuare elementi sospetti.

Il ministro delle Finanze Katy Gallagher, pur senza entrare nei dettagli dell’episodio, ha sottolineato la gravità della situazione. “Dal nostro punto di vista è molto preoccupante”, ha dichiarato a ABC, ricordando che il primo ministro invita da mesi ad “abbassare i toni”. Secondo Gallagher, il clima nel Paese sarebbe stato inasprito anche dal “mondo online”, dove le tensioni politiche si amplificano rapidamente. “Sarebbe bello se si potesse dissentire senza arrivare a minacce di morte o a intimidazioni sul posto di lavoro”, ha aggiunto.

Anche il leader dell’opposizione Angus Taylor ha espresso sollievo per la sicurezza del primo ministro e ha condannato con fermezza le minacce contro i parlamentari. “Sono totalmente inaccettabili, soprattutto in un Paese fondato sul confronto democratico”, ha scritto sui social.

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente allerta. Nell’ottobre 2025 la AFP ha istituito una task force per indagare su comportamenti che arrecano danno alla coesione sociale, inclusi attacchi e intimidazioni contro parlamentari federali. La commissaria Krissy Barrett ha riferito a febbraio che 21 persone sono state incriminate a livello nazionale dall’avvio dell’unità, con la maggior parte delle accuse legate a minacce contro parlamentari, alte cariche pubbliche e membri della comunità ebraica.

Proprio martedì un uomo di 67 anni è stato arrestato a Sydney con l’accusa di aver inviato email offensive a un parlamentare federale. La scorsa settimana un altro uomo, di 51 anni, è stato incriminato per minacce online rivolte a due parlamentari.

La AFP segnala un aumento delle intimidazioni negli ultimi anni, tra molestie e comunicazioni intimidatorie. L’appello bipartisan è chiaro: il confronto politico deve restare fermo, ma nei confini della legge e del rispetto istituzionale.