CANBERRA - Il progetto di alta velocità tra Sydney e Newcastle entra nella fase di sviluppo, con una spesa che si avvicina ai 700 milioni di dollari prima ancora dell’apertura dei cantieri.

Il governo ha annunciato un ulteriore stanziamento di 229 milioni, portando il totale investito dal Commonwealth a circa 660 milioni per la fase preliminare.

Il periodo di sviluppo, della durata di due anni, servirà a completare il processo autorizzativo, assegnare i contratti e definire il progetto esecutivo della linea. Solo al termine di questa fase potranno iniziare i lavori di costruzione.

Secondo le stime, la linea consentirebbe di collegare Sydney e Newcastle in circa un’ora e Sydney e la Central Coast in 30 minuti. Il governo federale sostiene che si tratti di un’infrastruttura strategica per decongestionare la rete esistente e sostenere la crescita demografica della regione.

Il ministro dei Trasporti Catherine King ha difeso l’investimento preliminare: “Una pianificazione accurata e dettagliata richiede tempo, ma garantisce che quando i lavori inizieranno l’infrastruttura sarà solida e duratura”. In giornata verrà pubblicato anche il documento di valutazione costi-benefici relativo alla tratta Newcastle-Sydney.

Il documento prevede un impatto economico complessivo di 250 miliardi di dollari nei prossimi 50 anni e la creazione di quasi 100mila posti di lavoro nella prima fase. L’alta velocità è stata proposta più volte negli ultimi decenni, con ipotesi di collegamenti tra Melbourne, Sydney e Brisbane, ma nessun progetto è mai arrivato alla costruzione.

Non mancano le critiche. Il leader dei Nazionali, David Littleproud, ha espresso dubbi sulla sostenibilità dell’iniziativa, sottolineando la necessità di una base energetica adeguata. “È inutile posare i binari se non si possono far circolare i treni”, ha dichiarato, aggiungendo che senza un sistema energetico affidabile il progetto rischia di trasformarsi in una cattedrale nel deserto.

Il dibattito resta aperto tra chi vede nell’alta velocità un volano per lo sviluppo regionale e chi teme costi elevati e incertezze operative. Per ora, il governo punta a consolidare il percorso tecnico e amministrativo, con l’obiettivo dichiarato di trasformare un’idea discussa per decenni in un’infrastruttura concreta.