PADOVA - Annabella Martinelli, la studentessa universitaria di 22 anni residente a Teolo, nel Padovano, di cui si erano perse le tracce dalla sera del 6 gennaio, è stata trovata morta sui Colli Euganei.
Il corpo della giovane è stato individuato in località Villa di Teolo, appeso a un albero, a breve distanza dal punto in cui nei giorni scorsi era stata ritrovata la sua bicicletta viola, appoggiata e chiusa con un lucchetto.
Il ritrovamento è avvenuto in un’area privata, in un giardino lungo via Euganea Teolo, tra i civici 3 e 5, sullo stesso sterrato battuto per giorni da vigili del fuoco, carabinieri, volontari e unità cinofile impegnate nelle ricerche. A notare il corpo è stato un passante che stava camminando nella zona.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e i magistrati della Procura di Padova, che hanno disposto i rilievi e il successivo trasferimento della salma all’Istituto di medicina legale per gli accertamenti autoptici.
Prima di sparire, Annabella era vestita e indossava uno zaino, ritrovato sotto l’albero. All’interno sono stati rinvenuti alcuni scritti nei quali la ragazza manifestava l’intenzione di togliersi la vita. Nel giubbotto aveva con sé il portafoglio con documenti e denaro e il telefono cellulare, spento, lo stesso che era stato agganciato dalle celle nella zona il giorno della scomparsa. I genitori sono stati avvisati poco dopo il ritrovamento.
Nelle ore successive è emersa anche la testimonianza di una giovane che avrebbe visto Annabella la sera del 6 gennaio. La ragazza, 19 anni, ha raccontato di averla notata lungo la strada che sale verso Teolo mentre spingeva a mano una bicicletta viola e portava uno zaino.
Avvicinatala in auto, le avrebbe chiesto più volte se avesse bisogno di aiuto o di un passaggio, ricevendo però un rifiuto. La studentessa ha riferito che Annabella appariva tranquilla e che, allontanandosi, le era sembrato che stesse per imboccare un sentiero sterrato.
Cordoglio è stato espresso dalle istituzioni. Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha parlato di “un colpo durissimo per l’intera comunità veneta”, ringraziando quanti hanno partecipato alle ricerche e rivolgendo un pensiero di vicinanza alla famiglia.