Il ministro per i Servizi pubblici Katy Gallagher ha annunciato oggi che l’aumento in busta paga sarà introdotto nei prossimi 12 mesi quale misura provvisoria nelle relazioni industriali, mentre si lavora a una strategia di più ampio respiro.
L’aumento riguarderà tutti i dipendenti pubblici e verrà corrisposto entro il 31 agosto del 2023.
Una dichiarazione fatta dal governo assicura che i dipendenti pubblici “che hanno lavorato con dedizione a sostegno della collettività durante la pandemia con il nuovo governo non si ritrovino penalizzati nei loro salari, mentre vengono messi a punto accordi più completi”.
Nel suo intervento di oggi al Senato Gallagher ha paragonato l’approccio alla contrattazione salariale adottato dal precedente governo alla serie cinematografica The Hunger Games.
“Esiste un’enorme differenza, non solo nella retribuzione, ma nelle condizioni e nella durata degli accordi e vorremmo passare a un approccio alla contrattazione più ampio per l’Australian Public Service (APS). Questo non è stato l’approccio del precedente governo, che ha portato ad un approccio alla contrattazione alla Hunger Games, ritengo”, ha detto Gallagher.
Il Sindacato della Comunità e del Settore Pubblico (PCUS) ha accolto favorevolmente l’annuncio, ma ha affermato che non è sufficiente quando viene messo a confronto con l’incrementato costo della vita.
Lo ha sottolineato la vicepresidente nazionale del sindacato Brooke Muscat: “L’inflazione attuale è intorno al 6%, quindi il 3% è ben al di sotto di essa”.
“Ci auguriamo che il prossimo anno saremo in grado di percorrere quella strada con vere negoziazioni che migliorino l’offerta, arrivando a dare ai nostri associati gli aumenti di stipendio che meritano”, ha affermato Muscat.
La vicepresidente del PCUS ha sottolineato, inoltre, che per il servizio pubblico è necessaria una minore dipendenza dagli appalti affidati a individui o ditte esterne.
“Stiamo appunto lavorando con il governo, esaminando le aree in cui ci sono consulenti e appaltatori, aree dove quelle commesse di lavoro potrebbero essere offerte internamente, nei ranghi del servizio pubblico, con costi inferiori per i contribuenti”.