Non hanno rivoluzionato soltanto la perdita di peso e la gestione del diabete, i nuovi farmaci antiobesità si stanno rivelando preziosi alleati per la salute mentale. Da un lato, infatti, aiutano a contrastare l’aumento di peso legato ad alcuni psicofarmaci che compromette l’aderenza terapeutica, dall’altro potrebbero contribuire a ridurre il rischio di depressione e disturbo bipolare. In sostanza gli agonisti del recettore del peptide-1 glucagone-simile (GLP-1), come semaglutide, liraglutide e tirzepatide, sono composti simili a ormoni naturalmente presenti nel nostro organismo sui quali ci sono iniziali evidenze di efficacia, oltre che per il diabete e l’obesità, anche per altre patologie neuropsichiatriche. I ricercatori hanno dimostrato che semaglutide può aiutare a superare uno dei maggiori ostacoli nel trattamento della psicosi e cioè l’aumento di peso indotto dai farmaci. I risultati dello studio mostrano che l’uso di semaglutide in pazienti in terapia antipsicotica ha portato a una riduzione media del peso corporeo dell’8% in sole 24 settimane, mentre l’uso di liraglutide ha portato a una riduzione di circa il 5%.
Un risultato straordinario se confrontato con la stabilità del peso osservata nel gruppo trattato con metformina, lo standard attuale. Per la prima volta si ha uno strumento efficace non solo per curare la mente, ma per proteggere il corpo dei pazienti psichiatrici, riducendo drasticamente il rischio di diabete e malattie cardiovascolari correlate alla terapia. I GLP-1 agiscono sui centri della sazietà nel cervello, contrastando l’iperfagia (fame eccessiva) spesso causata dagli psicofarmaci. Anche i risultati di un altro studio, condotto su oltre 360.000 persone, parlano chiaro. Una maggiore attività genetica del recettore Glp-1 è associata a una riduzione del rischio di depressione maggiore e disturbo bipolare. Per gli studiosi si apre la strada a farmaci che stabilizzano sia il metabolismo che la psiche. Effetti positivi sono presenti anche rispetto all’aderenza ai trattamenti: riducendo gli effetti collaterali estetici e metabolici (l’aumento di peso), i pazienti sono più propensi a seguire le terapie psichiatriche.