ROMA - La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato una serie di emendamenti al testo base sull’antisemitismo, da cui scompare la possibilità di vietare le manifestazioni e le norme penali, mentre viene mantenuta la definizione dell’Ihra. Il via libera definitivo della Commissione, con il mandato al relatore, arriverà domani, martedì, dopo il parere della commissione Bilancio sulle coperture, così da portare il testo in Aula. La relatrice Dasy Pirovano (Lega) che ha dato parere favorevole ad alcuni emendamenti delle opposizioni ha auspicato che in Aula “si giunga all’unanimità”. “È stato un lavoro molto impegnativo e approfondito - ha detto Pirovano - svolto sia con i gruppi di maggioranza che d’opposizione. Io credo infatti che ogni parlamentare possa dare il proprio apporto in base alla propria esperienza”.

Di qui il suo parere favorevole a una serie di emendamenti sia di maggioranza che d’opposizione, che la Commissione ha approvato. L’articolo 3 del testo base, che prevedeva la possibilità di vietare manifestazioni “in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita”, era stato sottoposto a emendamenti abrogativi da parte di tutte le opposizioni e da Fdi, ed è effettivamente saltato. Non è invece stato accolto un emendamento di Maurizio Gasparri che introduceva una norma penale. “Le norme penali e repressive - ha osservato Pirovano - esistono già, la legge Mancino”. “Avendo tolto le parti più divisive - ha aggiunto - abbiamo sancito che l’intento della legge non era mettere a tacere le voci di critica politica, ma contrastare l’antisemitismo che è un fenomeno che va oltre le situazioni contingenti e storiche o la attuale situazione geopolitica”.

Di qui l’accoglimento degli emendamenti, ha spiegato Pirovano, che, “danno un cappello normativo a quanto già esiste, vale a dire la Strategia nazionale di contrasto all’antisemitismo e l’attività del Coordinatore nazionale, con linee guida che dovranno essere declinate per tutti i settori della vita sociale, come la scuola, lo sport, la Pubblica amministrazione e via dicendo”. Domani, dunque, la Commissione voterà il mandato al relatore e già in quella sede Pirovano ha auspicato un voto unanime: “L’unanimità smorzerebbe gli animi, e darebbe un segnale importante; la politica ha una responsabilità rispetto alla società, che dovremmo saper cogliere”.

Oltre al testo sull’antisemitismo, tanti sono i dossier in un Parlamento che si riunirà prima della data referendaria solo due o tre giorni a settimana. Sulla Rai, per esempio. In Commissione di vigilanza la presidente Barbara Floridia ha fissato per l’11 marzo l’audizione dell’ad Giampaolo Rossi. È battaglia anche sul ddl stupri, l’opposizione non vuole che la commissione Affari costituzionali dia parere favorevole al ddl Bongiorno. Infine, almeno un milione dei quattro milioni di veicoli fuori uso e sottoposti a fermo amministrativo sta per essere definitivamente rottamato grazie al provvedimento che permette di liberarsi delle ‘carcasse d’auto’, licenziato a inizio 2026 all’unanimità e in vigore da pochi giorni.