BUENOS AIRES – La riforma della Legge sui Ghiacciai doveva essere l’ennesima riforma approvata praticamente senza discussione. Ma dopo le critich dell’opposizione e delle organizzazioni ambientaliste, la Camera dei Deputati ha convocato due audizioni pubbliche per analizzare il progetto promosso dal Governo nazionale, che modifica la normativa in vigore dal 2010.
Le audizioni si terranno il 25 e 26 marzo al Congresso, con una modalità ibrida che combinerà interventi in presenza con la partecipazione virtuale da diversi punti del Paese. Ogni partecipante avrà fino a cinque minuti per intervenire, mentre sarà anche possibile presentare relazioni tecniche per iscritto.
La decisione ha comportato un cambiamento nella strategia del governo, che inizialmente cercava una trattazione più rapida dell’iniziativa. Con il nuovo calendario, il parere delle commissioni è previsto solo dopo la Settimana Santa, il che sposterebbe il dibattito in aula a dopo il 5 aprile.
Il progetto genera controversie per il suo possibile impatto sulle riserve strategiche di acqua dolce che proteggono i ghiacciai e gli ambienti periglaciali nella cordigliera.
Questi ecosistemi svolgono un ruolo chiave come regolatori delle risorse idriche che riforniscono diversi bacini del Paese.
Durante il dibattito in commissione, i legislatori dell’opposizione hanno insistito sul fatto che la discussione debba concentrarsi sulla preservazione dell’acqua e sul ruolo dei ghiacciai come riserve naturali. In Argentina esistono più di 17mila ghiacciai registrati, distribuiti principalmente nelle province della cordigliera come San Juan, Santa Cruz e Jujuy.
La riforma approvata dal Senato propone di ridefinire i concetti di ghiacciaio e ambiente periglaciale, oltre a concedere maggiore protagonismo alle Province – che già avevano manifestato malcontento all’epoca dell’approvazione della legge – nell’amministrazione delle risorse naturali situate in queste zone.
Consente inoltre revisioni tecniche dell’inventario nazionale dei ghiacciai per determinare se determinate aree svolgono funzioni idriche. Per le organizzazioni ambientaliste, questo punto potrebbe indebolire le restrizioni attuali e consentire attività estrattive in territori che oggi sono protetti dalla legge.
La discussione è inoltre collegata all’impulso del Governo a nuovi progetti di estrazione di litio, rame e altri minerali critici, che fanno parte della strategia ufficiale per attrarre capitali stranieri attraverso il Regime di incentivo per i grandi investimenti (Rigi).
La convocazione di audizioni pubbliche mira a rispettare i meccanismi di partecipazione previsti dalla Legge generale sull’ambiente e dall’Accordo di Escazú, che stabilisce standard di accesso all’informazione e di partecipazione dei cittadini nelle decisioni che riguardano l’ambiente.
La Legge sui Ghiacciai è stata approvata nel 2010, durante il governo di Cristina Fernández de Kirchner, e stabilisce standard minimi per la protezione dei ghiacciai e dell’ambiente periglaciale, considerati riserve strategiche di acqua dolce.
La norma proibisce attività che possano danneggiarli — come l’attività mineraria o lo sfruttamento degli idrocarburi — e ha creato l’Inventario nazionale dei ghiacciai, elaborato dall’Istituto argentino di nivologia, glaciologia e scienze ambientali (Ianigla).
Dalla sua approvazione, la legge è diventata uno dei principali punti di tensione tra organizzazioni ambientaliste, Province della cordigliera e imprese minerarie, che sostengono che la normativa limita lo sviluppo di progetti estrattivi nelle zone di alta montagna.