BUENOS AIRES – La Camera dei Deputati ha approvato il 12 febbraioo il progetto che modifica il regime penale minorile e stabilisce che gli adolescenti potranno essere imputati a partire dai 14 anni. La proposta, promossa dal governo nazionale, sostituisce la normativa in vigore dal 1980 e ora dovrà essere esaminata dal Senato.
Il testo ha ottenuto 149 voti a favore e 100 contrari, senza astensioni nella votazione generale. A sostenere La Libertad Avanza, sono stati i voti del Pro, Ucr e diversi blocchi provinciali, mentre Unión por la Patria, il Frente de Izquierda e altri spazi dell’opposizione hanno respinto l’iniziativa. Nella votazione articolo per articolo sono emerse differenze, soprattutto sui punti legati al finanziamento.
La riforma fissa una pena massima di 15 anni di reclusione per reati gravi come omicidio, abuso sessuale o sequestro di persona, anche in caso di cumulo di reati. Viene inoltre vietata la pena dell’ergastolo per i minorenni. Per i reati con pene inferiori sono previste misure alternative come lavori di pubblica utilità, monitoraggio elettronico, divieto di avvicinamento alla vittima e restrizioni alla circolazione.
Il progetto stabilisce inoltre che gli adolescenti dovranno scontare la pena in istituti specializzati e vieta espressamente la convivenza con detenuti adulti. Secondo il testo approvato, queste strutture dovranno garantire accesso all’istruzione, assistenza medica e trattamenti per dipendenze.
Uno dei temi centrali del dibattito è stato il riconoscimento formale dei diritti delle vittime nel processo penale minorile. La norma prevede che possano essere informate, ascoltate e disporre di patrocinio legale e assistenza psicologica.
Dal fronte governativo la riforma è stata difesa come un aggiornamento necessario. La deputata libertaria Laura Rodríguez Machado ha affermato in aula che la legge attuale “non previene, non rieduca e non ripara”, sostenendo che il nuovo schema recepisce standard internazionali finora non inseriti in una normativa specifica argentina. Nella stessa linea, il capogruppo di La Libertad Avanza, Gabriel Bornoroni, ha dichiarato che “il Congresso ha smesso di nascondersi” e ha ribadito lo slogan diffuso nelle ultime settimane: “I minori che commettono reati da adulti devono avere pene adeguate”.
L’opposizione ha criticato sia l’impostazione sia il contesto della riforma. Juan Carlos Molina, di Unión por la Patria, ha avvertito in aula: “Stiamo discutendo di mettere i ragazzi in carcere invece di dare loro un’istruzione migliore”. Secondo il deputato, il problema dell’insicurezza non si risolverà con un inasprimento penale, ma con politiche sociali, educative e di salute mentale.
Miguel Ángel Pichetto, pur sostenendo l’abbassamento dell’età a 14 anni, ha introdotto alcune riserve. Ha osservato che l’età proposta “è la media internazionale”, ma ha avvertito che senza investimenti in infrastrutture e personale specializzato la legge rischia di restare una dichiarazione d’intenti. Ha inoltre definito “insufficienti” le risorse previste, superiori a 23,7 miliardi di pesos, distribuite principalmente tra il Ministero della Giustizia e la Difensoría General de la Nación.
Il finanziamento è stato uno dei punti più delicati. Governatori e deputati dei blocchi federali hanno sottolineato che il maggiore costo ricadrà sulle Province, che dovranno adeguare le strutture e sostenere équipe interdisciplinari. In questo contesto, alcuni legislatori si sono astenuti sugli articoli relativi alla ripartizione dei fondi.
La seduta, durata oltre otto ore, è stata segnata da scontri politici e dalla presenza nelle tribune dei familiari di vittime di reati commessi da minori, che hanno seguito il dibattito con attenzione. Il Governo ha celebrato il risultato come una nuova vittoria legislativa nel periodo di sessioni straordinarie e ha annunciato l’intenzione di approvare definitivamente la nuova norma al Senato della chiusura dei lavori.
L’avanzamento della riforma del regime penale minorile si è inserito in una settimana di intensa attività parlamentare: due giorni prima, il Senato aveva concesso la prima approvazione alla riforma del lavoro promossa dall’Esecutivo, un altro dei pilastri dell’agenda governativa nelle sessioni straordinarie.
Il confronto, tuttavia, è solo all’inizio. Al Senato torneranno a scontrarsi due visioni: quella che ritiene il sistema vigente caratterizzato da zone grigie e impunità, e quella che avverte che la risposta penale, senza politiche integrate di prevenzione e inclusione, difficilmente potrà incidere sulle cause strutturali della criminalità minorile.