CATANIA - La Digos di Catania ha arrestato Giuseppe Sciacca, 47 anni, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso il 13 marzo dalla Procura generale di Torino.
L’uomo, ritenuto un esponente di spicco dell’area anarchica e noto negli ambienti antagonisti come “il bombarolo”, deve scontare una condanna definitiva a 4 anni e 5 mesi di reclusione. Il provvedimento, risultato di una determinazione delle pene concorrenti del settembre 2025, era stato pronunciato dalla Corte d’assise d’appello di Torino.
Sciacca era stato condannato nell’aprile del 2024 nel processo scaturito dall’inchiesta Scintilla, condotta dalla Digos di Torino, per violazione della legge sulle armi in relazione alla fabbricazione di un ordigno.
A tradirlo, in quella circostanza, furono le tracce di Dna lasciate sulla confezione di un plico esplosivo inviato nel marzo del 2016 alla sede romana della Ladisa Ristorazioni Spa, fornitrice di pasti per il Centro di permanenza per i rimpatri di Torino.
L’arresto è avvenuto la sera del 21 marzo, quando l’uomo è rientrato a Catania da Roma, dove si era stabilito da tempo. Dopo la notifica del provvedimento, è stato condotto nel carcere etneo.
Numerosi i precedenti specifici dell’anarchico catanese. Nel 2004 fu fermato per il lancio di due bottiglie incendiarie contro il portone della stazione dei carabinieri di piazza Dante a Catania. Nel 2008 venne segnalato dalla Digos di Trento per accensioni pericolose, danneggiamento e lesioni personali durante una manifestazione contro la realizzazione della “Cittadella Militare di Mattarello”. Nello stesso anno fu arrestato a Parma per il lancio di ordigni esplosivi contro la sede della polizia municipale.
Tra il 2021 e il 2023, durante periodi trascorsi all’estero, Sciacca si è reso protagonista di iniziative legate all’area anarchica antagonista in Spagna. In particolare, è stato coinvolto nelle indagini sul rinvenimento di ordigni esplosivi e incendiari in immobili occupati a Barcellona, fatti per i quali venne arrestato al valico di frontiera di La Junquera in esecuzione di un mandato di arresto.