CANBERRA - Un’anomalia nella legislazione sugli assegni di mantenimento per i figli ha messo nei guai due importanti dipartimenti federali, accusati di aver deliberatamente ignorato la legge.

Secondo un rapporto del Garante del Commonwealth, Services Australia e il Department of Social Services sarebbero stati “consapevolmente non conformi” alle norme che regolano il child support, creando il rischio che genitori separati siano trattati in modo non equo.

Al centro della vicenda risiede un difetto tecnico nella normativa che disciplina le separazioni familiari. In base alle linee guida applicate dall’amministrazione, un genitore che si occupa dei figli per meno del 35 per cento del tempo non ha diritto a ricevere assegni di mantenimento dall’altro. Tuttavia, la legge così com’è scritta apre a uno scenario paradossale: anche un genitore che non si prende cura dei figli potrebbe, in teoria, risultare creditore di pagamenti dal partner.

I dipartimenti coinvolti hanno definito questa eventualità “ingiusta e priva di senso” e hanno scelto di non applicare quella parte della legge, sostenendo di voler garantire un trattamento equo alle famiglie. Una decisione che l’Ombudsman Iain Anderson ha fermamente criticato, sottolineando come le agenzie abbiano di fatto scelto quali norme rispettare.

“Non è accettabile che un ente pubblico decida autonomamente quali parti della legge applicare”, ha dichiarato Anderson, osservando che il problema era noto da almeno sei anni senza che fossero avviate soluzioni formali. Secondo l’Ombudsman, i funzionari avrebbero dovuto intervenire subito, chiedendo una modifica legislativa o chiarimenti legali, anziché ignorare la norma.

Il rapporto completo resta riservato perché coperto da segreto legale, ma una versione modificata è stata resa pubblica. Anderson ha riconosciuto alcune analogie con lo scandalo Robodebt, in cui centinaia di migliaia di cittadini furono perseguiti per debiti inesistenti: in entrambi i casi, ha detto, il problema di fondo è il mancato rispetto della legge da parte della pubblica amministrazione.

Non è ancora chiaro quante famiglie siano state colpite dal vuoto normativo, ma le stime parlano di oltre 16mila persone, con somme contestate che possono arrivare a 10mila dollari. Dopo aver ricevuto una bozza del rapporto, a novembre il dipartimento ha annunciato l’intenzione di modificare la legge per chiudere la falla del “35 per cento”, assicurando che l’intervento avrà effetto retroattivo per evitare penalizzazioni ingiuste.