CANBERRA – Il governo federale ha deciso di intervenire per rinviare al prossimo anno il divieto dell’Australian Taxation Office (ATO) sui pagamenti delle imposte con carta di credito, dopo le veementi proteste delle piccole imprese.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha annunciato che Canberra coprirà temporaneamente il costo dei ricarichi, consentendo così all’ATO di continuare ad accettare carte fino al 30 giugno.
Secondo Chalmers, il rinvio servirà a concedere più tempo per consultare le imprese e individuare una soluzione più sostenibile.
“Prendiamo molto sul serio le osservazioni ricevute dall’ATO e dal governo sull’attuazione del divieto dei ricarichi”, ha dichiarato.
Il ministro ha aggiunto che il governo cerca normalmente di non interferire con le decisioni della Reserve Bank o dell’ATO, ma ha ritenuto necessario intervenire in questo caso.
La decisione originaria dell’ufficio fiscale prevedeva la fine dei pagamenti con carta di credito da dicembre, dopo il divieto generale dei ricarichi introdotto dalla Reserve Bank of Australia.
L’ATO aveva sostenuto che assorbire direttamente le commissioni sarebbe costato ai contribuenti circa 200 milioni di dollari all’anno, sottolineando inoltre che soltanto il 5 per cento delle piccole imprese utilizza una carta di credito per pagare i propri debiti fiscali.
La misura aveva però provocato una forte reazione del settore imprenditoriale e aveva suscitato perplessità anche tra alcuni ministri del governo Albanese.
L’ATO aveva esaminato altre possibilità, compresi negoziati con le società di carte di credito per ridurre le commissioni, senza però riuscire a ottenere condizioni ritenute adeguate.
Chalmers ha precisato che il governo era stato informato prima di settembre che l’ATO stava valutando modifiche al sistema dei pagamenti e aveva chiesto l’introduzione di un periodo di transizione.
L’amministratore delegato dell’Australian Chamber of Commerce and Industry (ACCI), Andrew McKellar, ha accolto positivamente il rinvio, definendolo un margine di respiro necessario per le piccole imprese.
Secondo McKellar, la fase successiva dovrà però comprendere una consultazione reale con il settore per trovare una soluzione stabile.
Anche il ministro per l’Edilizia abitativa Clare O’Neil aveva espresso “serie preoccupazioni” per la proposta dell’ATO, mentre la deputata indipendente Kate Chaney aveva ricordato che le carte di credito rappresentano per molte aziende uno strumento utile per gestire la liquidità quando arrivano le scadenze fiscali.
I costi dell’estensione saranno definiti nell’aggiornamento di metà anno del bilancio federale, il MYEFO, previsto per dicembre.