BRUXELLES - Dall’inizio dell’offensiva contro Teheran, una serie di attacchi a bassa intensità sta colpendo obiettivi ebraici in Europa. Secondo un’analisi dell’International Centre for Counter-Terrorism (ICCT), non si tratterebbe di episodi isolati, ma di una strategia di guerra ibrida riconducibile all’ecosistema filoiraniano. 

Pur senza causare vittime, gli episodi seguono un cronoprogramma preciso iniziato subito dopo i raid del 28 febbraio; la serie di eventi si è aperta il 9 marzo con l’esplosione di un ordigno davanti a una sinagoga a Liegi, in Belgio, seguita tra il 13 e il 16 marzo dagli attacchi a Rotterdam contro una sinagoga e ad Amsterdam contro una scuola e un centro commerciale, fino all’incendio di ieri a Londra che ha coinvolto quattro ambulanze di un servizio volontario ebraico. 

Le azioni sono rivendicate da una sigla finora sconosciuta: Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia (HAYI), ovvero “Movimento islamico della compagnia dei giusti”. L’ICCT (International Centre for Counter-Terrorism) sottolinea che la sigla è apparsa online solo in coincidenza con gli attacchi. Le rivendicazioni viaggiano su canali Telegram legati a milizie sciite irachene (come Liwa Zulfiqar e Asaib Ahl al-Haq) vicine alla Forza Quds iraniana. 

Gli esperti ritengono che HAYI non sia un’organizzazione strutturata, ma una “sigla di copertura” o un’operazione di facciata. Alcuni video presentano errori linguistici grossolani e incongruenze geografiche, suggerendo un uso massiccio di disinformazione. 

Uno degli aspetti più inquietanti riguarda chi materialmente compie gli attacchi. Nel caso di Rotterdam, i sospettati sono cinque giovani tra i 17 e i 19 anni. Seguendo un modello già testato dall’intelligence russa, Teheran sembra reclutare soggetti locali, spesso giovanissimi e senza legami ideologici, usati come “agenti usa e getta” in cambio di piccoli compensi. 

In Belgio e Olanda, l’intelligence segnala un pericoloso intreccio tra reti criminali radicate e terrorismo sponsorizzato, facilitato dall’ampia disponibilità di ordigni artigianali. 

Dal 1979 l’Europa ha subito oltre 100 operazioni esterne iraniane, ma dal 2021 la frequenza è raddoppiata. Solo nel 2025, l’MI5 britannico ha dichiarato di aver sventato oltre 20 complotti. L’obiettivo attuale non sembra essere la strage, ma la creazione di un clima di perenne intimidazione e confusione psicologica nelle comunità ebraiche europee.