KIEV - L’Ucraina continua a essere sotto attacco, con missili e droni russi che sono piovuti anche nel fine settimana, provocando morti e feriti. La popolazione vive al freddo, con le infrastrutture energetiche messe fuori uso dalle continue incursioni lanciate da Mosca.
“La Russia sta usando il freddo come arma di guerra. Ma la resistenza dell’Ucraina è notevole e la solidarietà dell’Europa rimane forte come sempre. Stiamo ricostruendo la rete energetica dell’Ucraina e migliorandone la protezione. Stiamo sostenendo l’Ucraina durante questo inverno”, ha fatto sapere la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Volodymyr Zelensky sembra essere positivo e continua a contare sul supporto degli alleati: “Ho parlato con il segretario generale della Nato Mark Rutte. Abbiamo affrontato tutti gli aspetti chiave del nostro lavoro diplomatico e sono lieto che, in molti ambiti, le nostre opinioni siano allineate - ha commentato -. Ho condiviso aggiornamenti sui preparativi per il prossimo formato trilaterale con Stati Uniti e Russia, nonché su ciò che sappiamo sui possibili cambiamenti nelle posizioni delle parti. Abbiamo anche discusso della situazione energetica e della necessità di proseguire i lavori nell’ambito dell’iniziativa Purl. Sono grato a tutti i Paesi europei che investono nella nostra difesa attraverso Purl”.
Parlando ancora dei negoziati ha fatto sapere che continua il confronto con il suo team negoziale in vista dei prossimi colloqui con le parti americana e russa, “l’Ucraina è impegnata per il successo dei negoziati e per la natura costruttiva degli incontri: sul fronte umanitario, militare e politico, i risultati sono necessari ovunque. Ringrazio il team del presidente Trump - Steve Witkoff e Jared Kushner - per aver lavorato 24 ore su 24 per creare tutte le condizioni necessarie per una diplomazia forte e una vera fine della guerra”, ha aggiunto tendendo la mano alla Casa Bianca.
Sul fronte europeo, Kiev deve fare i conti con la tensione crescente con Budapest, dopo che l’Ungheria ha ufficializzato il legame tra il veto sul prestito Ue da 90 miliardi di euro e l’interruzione delle forniture energetiche.
“Finché l’Ucraina bloccherà l’oleodotto Druzhba, l’Ungheria bloccherà il prestito di guerra ucraino da 90 miliardi di euro. Non possiamo essere ricattati”, ha tuonato dal suo canale su X il primo ministro Viktor Orbán.
Secondo la ricostruzione del governo ungherese, infatti, Kiev starebbe deliberatamente bloccando il transito del greggio in coordinamento con Bruxelles e con le forze di opposizione ungheresi con l’obiettivo di destabilizzare l’esecutivo in carica, provocando interruzioni nelle forniture e causando un aumento dei prezzi del carburante, alla vigilia delle elezioni di aprile.
A fare eco a Orbán anche il premier slovacco, Robert Fico che ha minacciato di chiedere il blocco del rifornimento di elettricità all’Ucraina nel caso in cui Kiev non riprenda a far fluire il petrolio dall’oleodotto di Druzhba.