WASHINGTON - Le tensioni tra Stati Uniti e alcuni dei loro principali alleati europei sono emerse con forza dopo le ultime dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sui raid contro l’Iran. Parlando alla Casa Bianca, Trump ha criticato il primo ministro britannico Keir Starmer, sostenendo che la sua posizione non ricorda quella dei leader britannici del passato.

“Questo non è Winston Churchill con cui abbiamo a che fare”, ha dichiarato Trump, facendo riferimento al primo ministro britannico della Seconda guerra mondiale e sottolineando quello che considera un sostegno limitato di Londra alle operazioni militari americane contro Teheran.

Le parole del Presidente rappresentano il terzo attacco pubblico a Starmer nel giro di pochi giorni, mentre la campagna di bombardamenti statunitensi contro obiettivi iraniani continua a suscitare preoccupazioni tra diversi partner occidentali. Alcuni governi europei, infatti, temono che l’escalation possa rivelarsi molto pericolosa e sollevano dubbi sulla sua compatibilità con il diritto internazionale.

Il primo ministro britannico ha spiegato che il Regno Unito non ha preso parte direttamente all’offensiva congiunta condotta da Stati Uniti e Israele contro Teheran perché qualsiasi intervento militare britannico deve essere basato su “un piano praticabile e ben ponderato”. Starmer ha inoltre ribadito di non essere d’accordo con l’idea di un “cambio di regime dal cielo”.

Successivamente, tuttavia, Londra ha autorizzato l’utilizzo di basi militari britanniche da parte degli Stati Uniti per operazioni che il governo ha definito limitate e difensive, con l’obiettivo di ridurre le capacità militari iraniane dopo gli attacchi con droni e missili contro alleati statunitensi nella regione.

Il Presidente ha lamentato in particolare i ritardi nell’autorizzazione all’atterraggio di aerei militari nella base strategica di Diego Garcia. “Non sono contento del Regno Unito”, ha detto Trump davanti ai giornalisti. “Ci sono voluti tre o quattro giorni per capire dove potevamo atterrare”.

La situazione si è ulteriormente complicata quando lunedì una base britannica a Cipro è stata colpita da un drone. Secondo funzionari ciprioti, l’attacco sarebbe stato probabilmente lanciato dal gruppo libanese Hezbollah, sostenuto dall’Iran.

Le tensioni, tuttavia, non riguardano solo Londra, in un bilaterale nello Studio Ovale con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, primo leader europeo ad arrivare alla Casa Bianca dall’attacco contro l’Iran, Trump se l’è presa anche con Madrid per un atteggiamento che il presidente Usa ritiene non collaborativo.

“Hanno detto che non possiamo usare le loro basi ma nessuno può dirci di non usare le basi. La Spagna non ha una grande leadership”, ha attaccato il tycoon, minacciando di “bloccare tutti gli scambi commerciali” con il Paese guidato dal socialista Sánchez.

“La Nato si sta muovendo bene, così come la Germania, sul fronte della spesa militare. La Spagna invece è l’unico Paese della Nato a non aver accettato” il tetto di spesa per la difesa al 5% del Pil, ha rincarato. Merz se l’è cavata mantenendo un profilo basso e limitandosi a dire che la Germania è “sulla stessa lunghezza d’onda” degli Stati Uniti.

Nel frattempo, Regno Unito, Francia e Germania hanno diffuso una dichiarazione congiunta, affermando di essere in contatto con Stati Uniti, Israele e altri partner regionali, chiedendo una ripresa dei negoziati diplomatici.

Le tensioni arrivano in un momento delicato per la cosiddetta “relazione speciale” tra Stati Uniti e Regno Unito, una partnership storicamente fondata su cooperazione militare e condivisione di intelligence. Negli ultimi decenni il rapporto è stato rafforzato da leader come Winston Churchill e Franklin D. Roosevelt, Margaret Thatcher e Ronald Reagan, fino alla collaborazione tra Tony Blair e George W. Bush.

Trump ha tuttavia osservato che la relazione sembra oggi meno solida rispetto al passato. In un’intervista al quotidiano britannico The Sun ha affermato: “È molto triste vedere che il rapporto non sia più quello di una volta”. Il Presidente ha invece elogiato il ruolo di Francia e Germania, definendole partner più affidabili nell’attuale crisi.