CANBERRA – L’accordo recentemente firmato tra Australia e Vanuatu rafforzerà soprattutto la cooperazione di polizia, senza introdurre nuovi vincoli sostanziali sulla presenza di forze militari straniere nel Paese della Melanesia.
Il Nakamal Agreement, siglato a Port Vila lo scorso giugno dal primo ministro Anthony Albanese e dal suo omologo Jotham Napat, è stato preso in esame oggi da una commissione del Senato.
Il trattato contiene una clausola secondo la quale Vanuatu non dovrebbe consentire a potenze straniere di utilizzare il proprio territorio per basi o infrastrutture militari.
Esponenti del governo australiano, tra cui il ministro per il Pacifico Pat Conroy, hanno presentato questa disposizione come un elemento importante per impedire la creazione di un avamposto militare straniero in uno dei Paesi più vicini all’Australia.
Jan Hutton, dirigente del dipartimento degli Affari esteri, ha però precisato che la clausola riflette semplicemente la legislazione già vigente a Vanuatu.
“Questo impegno rispecchia non soltanto la politica dichiarata del Paese, ma anche i suoi requisiti legislativi”, ha spiegato.
Lo scorso anno il Parlamento di Vanuatu ha modificato la propria legge sulla sicurezza nazionale, confermando formalmente lo status del Paese come Stato non militarizzato.
Diversa invece la portata dell’accordo sul fronte della sicurezza relativa a forze di polizia.
Il vice commissario dell’Australian Federal Police David McLean ha dichiarato che il numero di agenti australiani presenti a Vanuatu potrebbe quasi raddoppiare nei prossimi anni.
Al momento sono otto gli agenti AFP in servizio nel Paese.
Secondo McLean, l’assistenza australiana potrà riguardare amministrazione, attività di polizia generale, medicina legale, formazione e infrastrutture, comprese nuove stazioni, sedi operative e strutture logistiche.
Vanuatu mantiene comunque una politica estera orgogliosamente non allineata e conserva accordi infrastrutturali e di cooperazione di polizia anche con altri Paesi, tra cui la Cina.
Dal suo insediamento nel 2022, il governo Albanese ha cercato di rafforzare i rapporti bilaterali nel Pacifico con l’obiettivo di consolidare il ruolo dell’Australia come partner privilegiato della regione.
A Port Vila, tuttavia, il processo è stato più complesso rispetto ad altri Paesi come Papua Nuova Guinea e Fiji, che hanno accettato trattati di difesa, o Nauru e Tuvalu, che hanno firmato intese più ampie con Canberra.
Il Nakamal Agreement era stato inizialmente concordato nel 2022, ma non era mai stato ratificato da Vanuatu prima di essere rilanciato nel 2025 con l’arrivo al governo di Jotham Napat.