MELBOURNE - La consegna delle lettere in Australia è avviata verso un declino strutturale.
A dirlo è l’amministratore delegato di Australia Post, Paul Graham, secondo cui “arriverà il giorno in cui consegneremo l’ultima lettera”. Non c’è una data, ma la direzione è segnata: i volumi sono ai minimi da 90 anni e continuano a diminuire.
Nel semestre fino a dicembre 2025 sono state recapitate 734,2 milioni di lettere, con la corrispondenza tra privati ridotta al 3 per cento del totale. Anche imprese e amministrazioni pubbliche stanno passando al digitale. Graham ha citato il caso della Danimarca, che ha chiuso il servizio lettere nel dicembre 2025 dopo oltre quattro secoli di attività, ritenendolo non più sostenibile.
Il segmento lettere ha registrato una perdita di 2,1 milioni di dollari, parzialmente compensata dall’aumento di 20 centesimi del prezzo dei francobolli da luglio 2025. A gennaio l’azienda ha notificato all’autorità di vigilanza l’intenzione di alzare ulteriormente il costo da 1,70 a 1,85 dollari tra metà e fine 2026. Secondo Australia Post, l’impatto per le famiglie sarebbe inferiore a un dollaro l’anno.
A sostenere i conti è invece il boom dei pacchi. Nel semestre sono stati consegnati 283 milioni di colli, mentre nel picco natalizio di novembre e dicembre i postini hanno recapitato fino a 3.075 pacchi al minuto, per un totale di 111 milioni. I ricavi hanno raggiunto 5,06 miliardi di dollari, con un utile ante imposte di 50,4 milioni, in calo di 198,7 milioni rispetto all’anno precedente per effetto degli investimenti.
La concorrenza resta intensa. Piattaforme globali come Amazon e operatori della gig economy che curano l’ultimo chilometro stanno erodendo quote di mercato. “I ricavi crescono, ma il ricavo medio per pacco scende”, ha spiegato Graham, sottolineando che molti grandi clienti scelgono il corriere in base ad algoritmi che privilegiano il costo più basso.
L’azienda ha investito 219,9 milioni in strutture, tecnologia, flotta e presenza regionale, con l’obiettivo di modernizzare la rete e restare competitiva. Tuttavia, Graham ha avvertito che il 2025/26 potrebbe chiudersi in perdita.
Il quadro è chiaro: mentre l’e-commerce spinge la logistica dei pacchi, la posta cartacea perde centralità. La trasformazione è in corso e il servizio lettere, un tempo pilastro del sistema, appare destinato a diventare residuale.