PARIGI – I risultati del secondo turno delle elezioni municipali in Francia sembrano segnare il fallimento complessivo delle controverse alleanze tra La France Insoumise (LFI) e i socialisti. La sinistra tiene il controllo di Parigi, Marsiglia e Lione, la destra e il centro portano a casa significativi successi mentre il Rassemblement National (RN) registra una serie di vittorie in città di medie dimensioni mancando però alcuni obiettivi chiave come la conquista della stessa Marsiglia.
La conclusione di queste elezioni locali potrebbe dare impulso alla campagna presidenziale prevista tra 13 mesi, con uno dei principali candidati, Edouard Philippe, rafforzato dalla sua rielezione a Le Havre. A partire da domani, i candidati alla presidenza dovranno trarre insegnamenti da queste elezioni locali, caratterizzate da una delle più basse affluenze alle urne (attestatasi intorno al 57%), fatta eccezione per quella ancora più scarsa registrata nel 2020, al culmine della pandemia di Covid-19. Circa 17,1 milioni di elettori sono stati chiamati alle urne in 1.580 Comuni e distretti, su un totale di circa 35.000, dopo l’elezione di numerosi consigli comunali al primo turno di domenica scorsa.
Emmanuel Gregoire, candidato della sinistra che ha rifiutato l’alleanza con La France Insoumise (Lfi) è stato eletto sindaco di Parigi. “Parigi sarà il cuore della resistenza contro questa alleanza di destra, che cerca di portarci via ciò che abbiamo di più prezioso e fragile: la semplice gioia di vivere insieme”, ha dichiarato dopo la pubblicazione delle proiezioni del secondo turno delle municipali che lo danno oltre il 50%.
Il ballottaggio a Parigi è “un’anticipazione” delle imminenti elezioni presidenziali del 2027, e “la battaglia per la Francia sarà aspra”, ha detto Gregoire ai suoi sostenitori, prima di dirigersi verso il municipio di Parigi in sella a una Vélib, la bicicletta a noleggio diventata simbolo delle politiche del Partito socialista, che governa la capitale francese da 25 anni.
Gregoire succede alla collega Anne Hidalgo e batte così l’ex protetta di Nicolas Sarkozy e vicina ai Macron, Rachida Dati, la quale ha ammesso la sconfitta. “Non sono riuscita a convincere abbastanza persone che il cambiamento non solo fosse possibile, ma soprattutto necessario”, ha ammesso Dati che, secondo gli exit poll, ha ottenuto tra il 36 e il 38% dei voti.
Edouard Philippe è stato rieletto sindaco di Le Havre con circa il 47% dei voti, contro il 41% circa del deputato comunista Jean-Paul Lecoq e l’11% circa del candidato di Udr e Rn Franck Keller, secondo i dati provvisori dopo la chiusura dei seggi.
Sindaco della città portuale dal 2010, l’ex primo ministro e presidente del partito Orizzonti aveva fatto di questa rielezione un passo cruciale nella sua campagna per le presidenziali. Al primo turno era uscito nettamente in vantaggio, con oltre il 43% dei voti. “Gli abitanti di Le Havre sanno che ci sono motivi di speranza quando tutte le persone di buon senso si uniscono in un dialogo basato sulla verità e respingono gli estremismi e le loro soluzioni semplicistiche”, ha affermato Philippe.
Il sindaco di Marsiglia Benoit Payan è stato rieletto al secondo turno delle municipali che si è svolto in Francia. Con la sua lista di sinistra che non ha accetto l’alleanza con La France Insoumise (Lfi), Payan ha sconfitto il candidato di Rassemblement National (Rn), Franck Allisio, stando a diversi exit poll.
Secondo le stime di Elabe-Berger Levrault e di Ifop-Fiducial, il sindaco uscente ha ottenuto tra il 53 e il 56,2% dei voti, contro il 39,1-41,5% di Allisio e circa il 5% per la candidata sostenuta dalla destra e dal centro, Martine Vassal. Il sindaco uscente, la cui squadra aveva mostrato una certa sicurezza nelle ultime settimane, ha chiaramente tratto grande vantaggio dal ritiro del candidato di sinistra Sebastien Delogu e dall’ondata di sentimento anti-Rn in questa importante città portuale la cui storia è stata plasmata da diverse ondate migratorie.
Per il secondo turno, Payan si è presentato in modo chiaro come baluardo contro l’estrema destra, insistendo sul fatto che fosse “alle porte della città”. Marsiglia “deve rimanere una città fraterna e unita. In ogni caso, questa è la battaglia della mia vita”, ha affermato giovedì sera durante il dibattito finale, accusando il suo rivale di Rn di voler “dividere” o addirittura “selezionare le persone”. Allisio, dal canto suo, si era presentato come il futuro “sindaco dell’ordine” e ha accusato Payan di aver stretto “un accordo segreto con Jean-Luc Mélenchon”.
L’estrema destra francese ha conquistato Nizza con la vittoria di Eric Ciotti (Udr-Rn), alleato di Marine Le Pen, nella quinta città più grande di Francia. Con i seggi ormai chiusi, Ciotti ha ottenuto il 45% dei voti contro il 39,5% del sindaco uscente, il centrista Christian Estrosi, che ha ricoperto la carica per quasi un decennio, secondo gli exit poll della società di consulenza Ifop per le emittenti televisive Tf1 e Lci.
“La suspense è moderata e sono felice di annunciare che abbiamo vinto le elezioni per la carica di sindaco di Nizza”, ha rivendicato Ciotti, leader dell’Unione delle Destre per la Repubblica (Udr), definendo l’esito una “immensa vittoria”, soprattutto per i francesi che speravano in un “cambiamento”.
L’estrema destra non è riuscita, tuttavia, a vincere in altri comuni dell’area mediterranea come Tolone o Nimes, ma ha trionfato a Carcassonne, sempre nel Sud. Nizza, con i suoi 360.000 abitanti, si avvia così a diventare la maggiore roccaforte dell’estrema destra francese, aggiungendosi a roccaforti come Perpignan, dove la vittoria di Louis Aliot al primo turno delle municipali è stata netta.
“Questa è una grande vittoria e una conferma della strategia di espansione locale del Rassemblement National (Rn)”, ha dichiarato Marine Le Pen sul suo account Twitter dopo la pubblicazione degli exit poll.
Secondo le prime stime, le alleanze con il movimento della sinistra radicale non hanno dato i frutti sperati in diverse città. A Poitiers, la sindaca uscente del Partito dei Verdi, Leonore Moncond’huy, che si era alleata con il partito di Jean-Luc Mélenchon, è stata sonoramente sconfitta dal centrista Anthony Brottier, mentre il Partito socialista (Ps) si è ritirato in opposizione a questa alleanza. La stessa sorte è toccata a un’altra sindaca dell’ondata verde del 2020, Anne Vignot a Besançon, che aveva unito tutta la sinistra ma ha perso contro il candidato repubblicano Ludovic Fagaut.