L’AQUILA - La Garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni ha chiesto la sospensione del trasferimento dei tre figli della coppia anglo-australiana Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, al centro del caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”.
L’allontanamento è stato disposto dal tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha deciso diu separare i bambini dalla madre. La garante sollecita un ulteriore approfondimento medico indipendente per valutare le possibili conseguenze della separazione sulla salute dei minori.
Secondo Terragni, il nuovo esame dovrebbe servire a verificare “le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini”. Per questo ha auspicato che la decisione venga sospesa fino alla conclusione di ulteriori accertamenti.
La garante ha ricordato che alcune settimane fa una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti aveva già evidenziato uno stato di disagio e sofferenza nei minori, indicando come “indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini”.
Un’indicazione che, secondo Terragni, non sarebbe stata presa in considerazione. “Ci si starebbe anzi muovendo in direzione contraria, infliggendo ai minori l’ulteriore trauma di essere separati, oltre che dal padre, anche dalla madre”, ha osservato, richiamando il principio del “superiore interesse del minore”, che deve restare al centro delle decisioni che riguardano i bambini.
“C’è un’ordinanza di un tribunale che, in pieno svolgimento della consulenza, ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre”, ha dichiarato l’avvocato della famiglia, Marco Femminella, che aggiunge: “Probabilmente questa consulenza, avrebbe detto Andreotti, non andava bene come stava andando, così l’abbiamo interrotta”.
Non è ancora chiaro se i test psicologici sui minori verranno effettuati nella struttura protetta oppure in un’altra sede, come inizialmente richiesto anche dal gruppo legale che assiste la coppia anglo-australiana. La perizia è prevista tra oggi e domani.