LONDRA – Comincia a delinearsi il programma con cui l’Ente Bergamaschi nel Mondo Regno Unito si avvicina al quarantesimo anniversario della fondazione: le celebrazioni si apriranno questo 7 novembre e accompagneranno l’associazione fino al 7 novembre 2027, quando ricorreranno i quarant’anni dalla nascita del circolo britannico, fondato nel 1987. A preparare questo percorso è stato l’incontro del 24 ottobre, che ha riunito il Comitato dell’EBM-UK e numerosi rappresentanti della comunità bergamasca su iniziativa del presidente Radamès Bonaccorsi Ravelli.

Nel resoconto fornito a noi de Il Globo, il presidente descrive una giornata di confronto dalla quale sono emerse proposte socio-culturali e religiose accomunate dal desiderio di ritrovarsi e di dare continuità alla vita associativa. “La giornata del 24 ottobre è stata un’importante occasione di incontro e confronto, con una grande partecipazione e numerose proposte per celebrare il 40esimo anniversario dell’Ente, dal 7 novembre 2026 al 7 novembre 2027”, racconta Bonaccorsi Ravelli, che fra le iniziative discusse ne individua una dal valore particolarmente sentito. “Considero particolarmente significativo il viaggio a Bergamo e Sotto il Monte, nei luoghi di San Giovanni XXIII, con incontri religiosi e istituzionali. Un’iniziativa dal forte valore simbolico, che rafforzerà il legame tra la nostra comunità nel Regno Unito e la terra d’origine”.

Il viaggio, la cui organizzazione rientra nel programma ancora in fase di definizione, prevede una visita alla casa di San Giovanni XXIII e incontri con le autorità e i rappresentanti del territorio, offrendo ai partecipanti un’occasione per rinnovare anche di persona i rapporti coltivati dall’estero.

Accanto alla ricorrenza britannica, le celebrazioni daranno spazio al sessantesimo anniversario della casa madre di Bergamo, al quale il Comitato ha riservato particolare attenzione. A essa sarà donato uno speciale logo celebrativo, offerto dal presidente, dal socio fondatore e presidente onorario Aldo Rivellini, da Luisa Azzano Bernaduzzi e dagli altri presenti, come segno di riconoscenza e di continuità fra l’esperienza associativa bergamasca e quella sviluppatasi nel Regno Unito.

Il logo che verrà offerto alla casa madre.

È proprio alle persone che hanno reso possibile questa storia che Bonaccorsi Ravelli torna quando gli chiediamo quale eredità l’Ente porti con sé alla vigilia dell’anniversario. “In quarant’anni l’Ente ha contribuito a mantenere vive la cultura, le tradizioni e l’identità bergamasca nel Regno Unito, promuovendo amicizia, solidarietà e senso di appartenenza. Tutto questo è stato possibile grazie ai cinque fondatori del Circolo EBM UK: Gianni May, Adalberto Milesi, Mario Bernaduzzi, Aldo Rivellini e Angela Maizza. Con la loro iniziativa hanno posto le basi di una comunità che continua ancora oggi”.

Il ricordo dei fondatori sarà parte integrante delle celebrazioni, insieme all’omaggio a quanti, negli anni, hanno sostenuto la crescita dell’associazione. Nelle parole del presidente, tuttavia, quei nomi appartengono anche alla vita attuale del circolo, attraverso presenze e rapporti che continuano ad accompagnarne il lavoro: “Tra loro possiamo tuttora contare su Aldo Rivellini e Angela Maizza, insieme a Luisa Azzano Bernaduzzi, moglie di Mario”. A questo nucleo si affiancano i collaboratori che contribuiscono alle attività dell’Ente, fra i quali Bonaccorsi Ravelli ricorda con gratitudine Arturo e Sharon Paris, presenti anche alla riunione del 24 ottobre. Saranno loro a curare la mostra fotografica prevista nel programma culturale del 2027, che dovrebbe essere ospitata dalla Chiesa Italiana di Londra e accompagnata da presentazioni dedicate alle loro attività artistiche.

All’incontro hanno partecipato, inoltre, Nicoletta Norman e Livio Mazzoleni, Ambasciatore dei Lombardi nel Mondo EBM, insieme ad altri esponenti della comunità. Il confronto ha riguardato anche il contributo che l’associazione potrà offrire sul piano sociale: Donata Invernizzi ha illustrato una proposta di solidarietà a sostegno dei giovani in difficoltà, con riferimento alla Comunità di Sant’Egidio, mentre è stata discussa una collaborazione con il St Peter’s Project, legato alla Chiesa Italiana di Londra, attraverso iniziative di sostegno e partecipazione dei bergamaschi. Sono proposte che dovranno trovare una definizione nei prossimi mesi, ma che indicano già la volontà di accompagnare la memoria dell’associazione con un impegno rivolto ai bisogni della comunità.

Il rapporto con i giovani emerge, del resto, anche come una questione decisiva per il futuro dell’Ente. Alla domanda sul ricambio generazionale, il presidente riconosce la necessità di un coinvolgimento più ampio e ne individua una condizione precisa: “La sfida principale oggi è coinvolgere maggiormente i giovani, dando loro spazio e responsabilità affinché possano raccogliere questa eredità e garantirne la continuità”. L’anniversario offrirà quindi l’occasione per interrogarsi su come rendere partecipi le nuove generazioni, consentendo loro di contribuire alle scelte e alla vita del circolo.

Per Bonaccorsi Ravelli, che guida l’EBM-UK dal 2011, questa riflessione si intreccia con il bilancio di quindici anni di presidenza e con il compito di proseguire un’esperienza ricevuta dai fondatori. “Dal 2011, anno in cui ho assunto la presidenza, ho cercato di proseguire il lavoro dei fondatori, rafforzando i rapporti con le istituzioni italiane e promuovendo iniziative culturali, religiose ed ecumeniche”, spiega. Nel ripercorrere il proprio mandato, richiama soprattutto gli appuntamenti nei quali la comunità bergamasca ha potuto riconoscersi attraverso la storia religiosa e il dialogo con le istituzioni: “Ricordo in particolare le celebrazioni dedicate a San Giovanni XXIII, gli incontri istituzionali ed ecclesiastici e la recente iniziativa per gli 800 anni di San Francesco d’Assisi”. Il progetto di tornare a Sotto il Monte si inserisce in questo percorso, mentre la mostra, le collaborazioni solidali e il coinvolgimento delle famiglie offriranno occasioni diverse per prendere parte all’anno celebrativo.

Il calendario sarà ulteriormente precisato nei prossimi mesi; il 7 novembre segnerà intanto l’avvio di un cammino che accompagnerà l’Ente fino alla ricorrenza del 2027, tenendo insieme il riconoscimento del lavoro compiuto e le domande sulla sua prosecuzione. “Il mio auspicio è che l’Ente continui a crescere, unendo generazioni diverse e mantenendo salde le nostre radici. Quarant’anni non rappresentano soltanto un traguardo, ma una responsabilità verso il futuro”, conclude Bonaccorsi Ravelli. “Il modo migliore per onorare i nostri fondatori è custodire ciò che hanno costruito e trasmetterlo alle nuove generazioni. Perché essere bergamaschi nel mondo significa portare con orgoglio le proprie radici, senza dimenticare da dove veniamo”.